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«Anche l’Italia torna a comprare yacht» / INTERVISTA

Genova - Con circa 40 milioni di eu ro di ordini firmati negli Stati Uniti, il gruppo Ferretti - tra i primi tre grandi cantieri nautici al mondo - è tornato dal Salone di Miami con un portafoglio ordini cresciuto ulteriormente durante l’esposizione di Dubai

Genova - Con circa 40 milioni di eu ro di ordini firmati negli Stati Uniti, il gruppo Ferretti - tra i primi tre grandi cantieri nautici al mondo - è tornato dal Salone di Miami con un portafoglio ordini cresciuto ulteriormente durante l’esposizione di Dubai, terminata ieri. «Nord America e Medio Oriente - spiega al Secolo XIX-The MediTelegraph Alberto Galassi, amministratore delegato di Ferretti - sono aree in forte crescita. Per la nostra azienda restano comunque mercati fondamentali anche Europa e Africa, dove da sempre vendiamo yacht prodotti nei nostri stabilimenti».

Come si è chiuso il 2017 per il vostro gruppo?

«Nel 2016 abbiamo raggiunto utili per 14 milioni di euro. Lo scorso anno invece siamo saliti a 20 milioni: a livello mondiale siamo l’azienda nautica che ha guadagnato di più. Lo scorso anno, inoltre, abbiamo toccato i 600 milioni di euro di produzione, in crescita rispetto ai 548 milioni del 2016: tutto quello che abbiamo guadagnato sarà reinvestito in impianti e personale».

Gli ordini esteri sono in crescita. Il mercato italiano, invece, sta dando segnali di ripresa?

«Tornare ai livelli pre-crisi credo sarà impossibile. Detto questo, anche gli armatori italiani stanno tornando a comprare imbarcazioni da diporto. Ne abbiamo la conferma dalle commesse per unità di piccole, medie e grandi dimensioni che stiamo vendendo in Italia negli ultimi mesi: per Ferretti il mercato nazionale vale circa il 10%».

Siete da tempo alla ricerca di un nuovo cantiere in Italia. Lo avete trovato?

«Abbiamo individuato alcuni siti. Il nuovo stabilimento sarà al Nord: se non dovesse andare in porto nessuna operazione di acquisto ne costruiremo uno nuovo».

Ferretti diserta ormai da alcuni anni il Salone di Genova. Nel 2018 sarete presenti?

«Il marchio Ferretti assolutamente no: investiremo sulle rassegne di Cannes, Montecarlo, Viareggio e poi su Venezia, dove quest’anno festeggeremo i 50 anni di attività del gruppo. In Liguria potrebbe essere presente qualcuno dei nostri dealer, ma si tratterebbe di una loro scelta. Come già abbiamo detto in passato, crediamo che il Salone di Genova dovrebbe essere posticipato in primavera: in autunno, così com’è, non è una manifestazione che riteniamo interessante per i nostri obiettivi di crescita».

Il vostro marchio, oltre che nella nautica, da un paio d’anni è operativo anche nel settore militare. Come sta procedendo l’attività della divisione Ferretti Security & Defence?

«Stiamo guardando soprattutto al mercato estero e contiamo di ufficializzare a breve un accordo con uno dei primi gruppi al mondo che operano del comparto dei sistemi di difesa».

Crede che il mercato della nautica, nel medio-lungo termine, proseguirà a crescere?

«Quello delle unità da diporto è un settore che risente molto dei fattori macro-economici: fare previsioni è molto difficile. Quello che conta sono solamente i numeri».

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