SERVICES

Import-export, per la Liguria è un boom / GALLERY

Genova - «La politica daziaria sulla Cina è una cosa tutt’altro che slegata dalle questioni europee: perché l’acciaio cinese dovrà trovare altri sbocchi, riversando questa capacità produttiva sul Vecchio Continente». Così avverte Riccardo Braggio, presidente dell’Associazione ligure per il commercio estero (Alce)

Genova - «La politica daziaria sulla Cina è una cosa tutt’altro che slegata dalle questioni europee: perché l’acciaio cinese dovrà trovare altri sbocchi, riversando questa capacità produttiva sul Vecchio Continente». In occasione dell’assemblea annuale Riccardo Braggio, presidente dell’Associazione ligure per il commercio estero (Alce), mette in guardia sui fenomeni di cambiamento che stanno attraversando l’economia globale, che rapidamente si possono trasferire, se non adeguatamente gestiti, sull’economia locale.

Nel corso dell’assemblea sono state illustrate le varie piattaforme inter-associative (con Cna, Confindustria, l’università di Genova) per favorire l’internazionalizzazione delle imprese, in un mercato in cui la Liguria ancora contribuisce in maniera marginale sia in import (2,2% del totale italiano, 8,9 miliardi di euro) che in export (1,8% del totale, 7,9 miliardi di euro). Nel 2017 le esportazioni dalla Liguria e le importazioni verso la nostra regione sono aumentate notevolmente (+8%; +15%) con una tendenza superiore anche a quello medio nazionale (+7%; +9%). L’aumento delle esportazioni dalla Liguria è stato in linea con quello registrato nel Nord Ovest dell’Italia.

In particolare, escludendo le cosiddette componenti volatili (commesse navali e prodotti petroliferi raffinati), l’aumento delle esportazioni, tra il 2016 e il 2017, ha raggiunto il 15%.

A livello geografico, il 43% delle importazioni e il 47% delle esportazioni liguri ha come partner un Paese europeo. Le restanti importazioni provengono per il 27% da Paesi asiatici, per il 16% dall’Africa e per il 13% dall’America. Le esportazioni extra-europee sono invece indirizzate verso Asia (22%), America (17%) e Africa (11%). Inoltre la Liguria importa prodotti prevalentemente da Spagna, Stati Uniti, Azerbaigian, Germania, Francia, Nigeria, Regno Unito, Cina, Giappone, Paesi Bassi. I primi tre partner commerciali per esportazioni sono invece Stati Uniti, Francia e Germania. La politica statunitense di Donald Trump, con l’introduzione di restrizioni al commercio con gli Usa, rischiano di penalizzare fortemente i commerci liguri. In generale, infatti, nel 2017 gli Stati Uniti sono stati il primo partner commerciale della Liguria in termini di export. Anche depurando i dati dalla cantieristica navale, gli Stati Uniti restano il terzo partner per esportazioni, preceduti da Francia e Germania. Nel 2017 la Liguria ha esportato merci verso gli Stati Uniti per 879 milioni di euro mentre le importazioni ammontavano a 771 milioni. Tra il 2016 e il 2017 le esportazioni verso gli Usa sono cresciute in modo significativo, anche grazie a un aumento nell’export connesso al settore navale.

Escludendo navi e imbarcazioni, in generale, l’export ligure verso gli Stati Uniti si compone prevalentemente di prodotti chimici (15%), macchinari e apparecchiature (13%), e prodotti alimentari (7%).

A livello di trend, in aggiunta al settore navale, in forte aumento le esportazioni di articoli in gomma (passato da 2,5 a 32,3 milioni di dollari) e i prodotti connessi al metallo e gli autoveicoli/rimorchi. In aumento anche l’export di macchinari e di oli e grassi vegetali e animali.

Hai poco tempo?

Ricevi le notizie più importanti della settimana

Iscriviti ››