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Crollo del Morandi, Duci: «Lasciamo perdere soluzioni miracolistiche»

Genova - Il presidente di Federagenti: «L’Italia del Nord è spaccata in due».

Genova -«Per chi oggi è chiamato a gestire l’emergenza, il richiamo alla realtà deve essere costante. Lasciamo perdere le soluzioni miracolistiche o le invenzioni». È il monito di Gian Enzo Duci, presidente di Federagenti, sulla tragedia che ha colpito Genova dopo il crollo del Ponte Morandi.

«L’Italia del Nord e non solo Genova sono spaccate in due, noi dobbiamo riunirle. E ciò significa sacrifici per tutti, specie per chi opera nella logistica e nel porto, il primo porto d’Italia che non deve cedere alle tentazione della sconfitta. Vanno quindi trovate in stretta connessione con chi conosce le dinamiche dei traffici le soluzioni più efficienti, quelle razionali, quelle che si possono applicare subito. Il governo ha proclamato uno stato di emergenza di 12 mesi. Per noi l’emergenza è oggi e Genova, questo lo sappiano gli altri italiani, non molla il colpo. Lo ha dimostrato in passato, lo dimostrerà anche oggi, ma nessuno pensi per interesse politico, ignoranza, superficialità a metterci i bastoni fra le ruote».

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