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Sech Genova, via al piano sicurezza / GALLERY

Genova - Secondo le ultime indagini dell’Inail (2018) gli infortuni che riguardano l’ambiente marittimo-portuale si verificano per la metà dei casi a terra (il 39,8% sulla banchina e il 9,6% tra officine e magazzini). A differenza della media degli altri comparti, ci sono meno infortuni legati all’utilizzo di attrezzature

Genova - Secondo le ultime indagini dell’Inail (2018) gli infortuni che riguardano l’ambiente marittimo-portuale si verificano per la metà dei casi a terra (il 39,8% sulla banchina e il 9,6% tra officine e magazzini). Rispetto alla totalità dei settori economici, i fattori causali degli incidenti derivano in misura minore dall’attività dell’infortunato (37% contro 43%), ma in misura superiore per effetto dell’attività di terzi (18% contro 10%). A differenza della media degli altri comparti, rileva l’Inail, ci sono meno infortuni legati all’utilizzo di attrezzature, ma di più rispetto allo spostamento di carichi e all’interazione con persone terze, perché in porto si lavora in squadra.

Fabbriche all’aperto, i terminal portuali investono ogni anno cifre ingenti sulla sicurezza: il Sech di Genova ha in corso un piano di investimenti da circa 700 mila euro su questo fronte. L’idea della società che gestisce l’infrastruttura, il gruppo Gip controllato dai fondi Infracapital e Infravia, è arricchire la cultura della sicurezza in un ambito di lavoro nel quale ogni giorno oltre ai 243 dipendenti diretti transitano più di 1.100 persone tra fornitori di manodopera della Compagnia unica, autotrasportatori, agenti marittimi, spedizionieri e altri soggetti che a vario titolo entrano ed escono dalle aree di lavoro: «Nel 2000 i dipendenti del Sech erano 150 - spiega Francesco Parodi, responsabile della Sicurezza nel terminal - e gli infortuni in un anno furono 37. Lo scorso anno sono stati 13, l’anno prima sette, ma con un terzo del personale in più, anche se il nostro obiettivo è arrivare a 0. Un dato sulle ore di formazione nel 2018: sulle 5.998 erogate complessivamente, 2.060 sono sulla sicurezza». «Tuttavia rispetto a 20 anni fa - commenta Roberto Ferrari, General Manager del Sech - possiamo dire che la cultura della sicurezza nei luoghi di lavoro è cresciuta enormemente. Un esempio sono gli investimenti sulle quattro video camere a bordo delle sei gru di piazzale che scambiano i container con i camion che entrano ed escono da qui: la loro sistemazione è stata fatta tutta su indicazione di chi su quelle gru lavora. A livello di gruppo, per il 28 aprile, giornata mondiale della sicurezza nei luoghi di lavoro (ma noi probabilmente festeggeremo il 30, che è un lunedì) abbiamo preparato varie iniziative per cementare questa cultura: grandi manifesti in cui i protagonisti sono i nostri dipendenti, sia di Genova che di Livorno, e un nuovo murales, realizzato qui al Sech dall’Accademia ligustica delle Belle arti, nel sottopasso che conduce alle aree operative del terminal».

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