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Esplosione a bordo di traghetto a batterie, paura in Norvegia

Oslo - L’Autorità marittima norvegese (NMA) ha emesso una raccomandazione secondo cui tutti gli operatori con batterie riesaminano le loro valutazioni del rischio a partire dall’eventuale accumulo di gas.

Oslo - In seguito a un’esplosione provocata da un incendio nella sala batterie a bordo del traghetto Ytterøyningen, in Norvegia, l’Autorità marittima norvegese (NMA) ha emesso una raccomandazione secondo cui tutti gli operatori con batterie riesaminano le loro valutazioni del rischio a partire dall’eventuale accumulo di gas. Il fornitore di batterie, Corvus Energy, ha inoltre emesso una raccomandazione secondo cui gli operatori non devono navigare senza comunicazione tra il sistema di gestione dell’energia e il sistema di gestione della batteria. Non solo: i “pacchi batteria” non dovrebbero essere spenti, se si sospetta una situazione di fuga termica o incendio, poiché un pacco non alimentato non può comunicare i dati di sistema inclusi i guasti. L’indagine sull’incidente è in corso e non è noto se il sistema di batterie sia stato collegato al sistema di gestione dell’energia del traghetto, secondo l’NMA.

L’incendio è divampato nella sala batterie: il traghetto ha raggiunto il porto mentre era in corso l’incendio e l’equipaggio e i passeggeri sono stati evacuati in sicurezza. L’esplosione ha provocato il rigonfiamento di un ponte e si presume che ci sia un notevole danno interno: l’accumulo di gas tossico ed esplosivo ha ostacolato fino ad oggi le indagini. Costruito nel 2006, il ferry Ytterøyningen ha navigato per la compagnia norvegese di traghetti Norled dal medesimo anno ed è stato ricostruito come nave ibrida nel 2018 con batterie combinate con potenza diesel. Ha una capacità di 38 auto e 160 passeggeri.
L’armatore Norled ha una flotta di 80 navi e opera servizi di navi veloci dall’Oslofjord alla contea di Troms, nella Norvegia settentrionale. Con sede a Stavanger, l’azienda ha investito in nuove navi e tecnologie all’avanguardia. È di proprietà del fondo per infrastrutture nordiche Cap Man Infra e della società di private equity canadese CBRE, Caledonian Capital Management.

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