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Crociere alla Spezia, sì del Tar a Forcieri

Genova - Respinto il ricorso di Porto Livorno 2000. Legittima l’ordinanza con cui era stata “scippata” Rccl allo scalo toscano.

Genova - Il Tar della Liguria ha respinto il ricorso della società Porto Livorno 2000 contro le ordinanza dell’Autorità portuale della Spezia che nel 2013 avevano assegnato una parte del terminal Speter, destinato alle merci, e dell’Arsenale militare all’attività crocieristica. Porto Livorno 2000, società controllata dall’Authority e dalla Camera di commercio labroniche e che gestisce il terminal passeggeri, si è rivolta al Tar nel dicembre 2013. L’ordinanza spezzina poteva incidere sul progetto di privatizzazione della società. All’epoca anche la società Stazioni Marittime del porto di Genova aveva espresso contrarietà per l’ordinanza spezzina, ma non aveva poi proceduto per vie legali. «Ancora una volta - ha commentato il presidente dell’Autorità portuale spezzina, Lorenzo Forcieri - ci viene dato atto di avere compiuto atti amministrativi assolutamente regolari e trasparenti nel percorso compiuto per lo sviluppo del nostro porto, che perseguiamo anche con soluzioni innovative, ma sempre nel pieno rispetto delle norme».

Proprio le soluzioni “innovative” avevano dato luogo anche a una polemica con il presidente dell’Autorità portuale di Genova, Luigi Merlo. Secondo Merlo, l’ordinanza spezzina era concorrenza sleale attuata con una diversa applicazione delle procedure. «O sbaglio io o sbaglia Spezia. Se avessi fatto un’ordinanza come a Spezia, a Genova avrebbero potuto considerarla persino un’ipotesi di reato. A Spezia invece viene considerato dinamismo imprenditoriale», aveva detto Merlo. Il Tar ha dato ragione a Forcieri. Caso vuole che il ricorso sia stato respinto proprio pochi giorni dopo che la privatizzazione di Porto Livorno 2000 ha compiuto il primo passo importante. Nell’ultima settimana di dicembre sono state inviate alle quattro imprese interessate le lettere per la presentazione delle offerte formali. I soggetti ammessi alla procedura avranno tempo sino a venerdì 29 aprile per presentare le offerte dettagliate. Dopodiché verrà nominata una commissione giudicatrice per la scelta del candidato migliore.

Il timore dell’Autorità portuale di Livorno è che questa sentenza del Tar riduca il valore sul mercato di Porto Livorno 2000. La decisione dei giudici amministrativi è soltanto l’ultimo passaggio di una querelle che dura da qualche anno fra i due scali dell’Alto Tirreno, entrambi con ambiziosi programmi sul fronte delle crociere. Proprio l’utilizzo del terminal Speter aveva permesso alla Spezia di soffiare a Livorno alcune toccate delle navi di Royal Caribbean, la seconda maggiore compagnia crocieristica mondiale, fra 2013 e 2014. Dallo scontro commerciale si era passati a quello delle carte bollate. Per quanto riguarda l’utilizzo dello Speter, i legali della società terminalista hanno contestato diversi punti: in primo luogo, l’incompetenza del presidente Forcieri a deliberare su un tema che avrebbe dovuto essere di pertinenza del Comitato portuale; poi l’illegittimità di una concessione promiscua per merci e passeggeri, in un terminal che aveva avuto la concessione per svolgere unicamente attività di movimentazione merci; e ancora, rimarcavano che per l’assegnazione dei servizi ai passeggeri sarebbe stata obbligatoria una gara. Successivamente, l’attenzione livornese si è spostata sull’altra ordinanza che permetteva l’attracco di navi da crociera anche nell’area dell’Arsenale militare. Anche contro questa era stato quindi presentato ricorso. A sua volta l’Authority spezzina ha risposto presentando un ricorso incidentale in cui ha contestato l’atto di costituzione di Porto Livorno 2000.

Il Tar ha stabilito in primo luogo che Porto Livorno 2000 è una società costituita con capitale pubblico e non può fare concorrenza o cercare occasioni di profitto fuori dal porto di Livorno, almeno finché non sarà privatizzata. Nel consegue che non poteva impugnare l’ordinanza dell’Authority spezzina. «L’eccezione di inammissibilità dell’impugnazione - spiega il giudice amministrativo - è fondata sotto questo profilo, posto che allo stato della legislazione l’operatività della ricorrente non poteva estendersi al di là dell’ambito assegnato dallo statuto». E aggiunge: «L’apertura della compagine societaria a soci privati» potrà «rilevare per le future iniziative imprenditoriali che Porto Livorno 2000 srl assumerà», ma non può «integrare il profilo dell’interesse a ricorrere in relazione agli eventi anteriori alle modificazioni soggettive in corso di perfezionamento». Entrando poi nel merito del ricorso, il Tar riconosce che il sistema crocieristico del porto della Spezia poteva cogliere l’occasione che le si era presentata di ospitare nuove navi da crociera, in condizioni che fin dal principio erano dichiarate come provvisorie. Si è trattato insomma di atti legittimi per dare un vantaggio al porto e alla città.