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«Costa Crociere, la scommessa si chiama sostenibilità» / INTERVISTA

Genova - Neil Palomba, sorrentino di nascita ma inglese da parte di madre, è il manager al quale Thamm ha affidato «la responsabilità di guidare il marchio Costa, compresi la progettazione e sviluppo dei prodotti».

Genova - Neil Palomba, sorrentino di nascita ma inglese da parte di madre, è il manager al quale Michael Thamm ha affidato «la responsabilità di guidare il marchio Costa, compresi la progettazione e sviluppo dei prodotti». In un settore e in un Paese spesso accusati di gerontocrazia, la nomina di un manager di 34 anni non è certo passata inosservata.

Oggi, un anno dopo la pesante investitura (avvenuta, peraltro, nel pieno della bufera per il trasferimento di alcune decine di dipendenti italiani ad Amburgo), Palomba può tracciare un primo bilancio del suo lavoro e, soprattutto, di un mercato che «sta dando segnali incoraggianti. Le prime prenotazioni del 2016 lasciano intravedere un anno in crescita – racconta al Secolo XIX il direttore generale della compagnia – sia per gli itinerari mediterranei che per quelli nordeuropei. Abbiamo motivo di essere ottimisti».

Eppure il 2015 non è stato un anno facile per l’industria crocieristica.
«Assolutamente no. La crisi economica e le tensioni nel Mediterraneo hanno colpito molto il turismo. Ma globalmente il nostro settore ha retto bene. Costa Crociere, in particolare, ha chiuso l’anno positivamente. E, come ripeto, i segnali che stanno arrivando in queste settimane sono davvero molto buoni».

Quali sono i Paesi che stanno crescendo di più?
«Il mercato tedesco, dove siamo presenti col marchio Aida, è quello che si sta consolidando con la maggiore velocità. Ma devo dire che il momento è positivo quasi dappertutto, con qualche eccezione: penso alla Francia, Paese che ha pagato lo choc degli attentati terroristici, ma anche al Brasile, dove l’economia stenta a riprendersi».

Vi aspettavate di più dalla Cina?
«No, al contrario: è un Paese che ci sta dando grandi soddisfazioni. I cinesi hanno risposto con entusiasmo per certi versi sorprendente alla nostra offerta. Se fino a pochi anni fa si parlava di “scommessa cinese”, oggi possiamo affermare di avere a che fare con un mercato maturo, con un margine di crescita altissimo».

Se il settore è in crescita, è anche vero che la concorrenza è sempre più forte. Oltre ai marchi classici, altri stanno per entrare sul mercato. Qual è la strategia di Costa Crociere per mantenere e possibilmente aumentare la sua quota di mercato?
«Costa sta puntando a differenziarsi puntando, anzitutto, su un prodotto sostenibile, e l’investimento in navi a propulsione a gas ne è la prova. Ma per noi la sostenibilità non è solo rispetto dell’ambiente: è, per esempio, valorizzazione dei prodotti enogastronomici delle nostre regioni e attenzione per la filiera alimentare. Pensi che entro fine anno saremo in grado di produrre direttamente a bordo la mozzarella di bufala. Siamo una compagnia italiana, abbiamo sede a Genova, le nostre navi battono bandiera tricolore: di questo siamo orgogliosi e reputiamo giusto trasmettere questo orgoglio ai nostri clienti. È vero che la crociera è diventata un prodotto accessibile a una fetta di mercato sempre più vasta, ma non per questo i servizi devono essere di fascia bassa: questa è la filosofia che Costa vuole sposare. Cercando di innalzare sempre di più il livello qualitativo».

Da anni avete scelto Savona come home-port. Soddisfatti di quella scelta?
«Moltissimo. Poco più di un anno fa abbiamo inaugurato il nuovo terminal crociere, una struttura bellissima costata 9 milioni di euro. La collaborazione con le istituzioni locali è totale, non possiamo lamentarci».

La presenza delle navi in porto non piace a tutti i cittadini.
«Molte delle nostre navi sono dotate di scrubber (i dispositivi che permettono di abbattere l’emissione di zolfo dei motori navali, ndr) e la prima nave a propulsione a gas della flotta Costa, nel 2019, sarà posizionata proprio a Savona. Siamo attentissimi alle tematiche ambientali. Savona, tra l’altro, è un porto all’avanguardia, che ci consente di effettuare la raccolta differenziata del 100% dei rifiuti. Anche da questo punto di vista siamo davvero soddisfatti della scelta di questo scalo».

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