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Crociere a Venezia, Martinoli: «Sì all’ipotesi Vittorio Emanuele» / DOWNLOAD

Venezia - Utilizzare il canale Vittorio Emanuele per portare le navi da crociera alla Marittima di Venezia senza passare davanti a San Marco è una «soluzione concreta e percorribile».

Venezia - Utilizzare il canale Vittorio Emanuele per portare le navi da crociera alla Marittima di Venezia senza passare davanti a San Marco è una «soluzione concreta e percorribile» ma ora è importante «fare presto» per risolvere un tema «di cui si discute da ormai quattro anni». A sostenerlo è Roberto Martinoli, presidente italiano di Clia, l’associazione di settore dell’industria crocieristica. «Sono stati completati degli studi per la verifica dell’accessibilità e percorribilità del Vittorio Emanuele e sono confortanti e positivi», ha detto. Oltre a quello realizzato dall’Autorità portuale dell’Alto Adriatico a Venezia, infatti, altri tre sono stati fatti a Sorrento, in Olanda e in Danimarca «con esiti convergenti». «Non ci sono dubbi che il Vittorio Emanuele, fatte le manutenzioni del caso, sia assolutamente percorribile e possa far transitare navi fino a una stazza da180mila tonnellate», ha aggiunto Martinoli. Ad oggi le compagnie di crociera si “autolimitano” a navi da 96mila tonnellate, mentre prima del decreto Clini-Passera le navi arrivavano a 150-160mila tonnellate. «Aiutiamoci a implementare questa soluzione che c’è ed è percorribile e facciamo presto a levarci da San Marco e dal canale della Giudecca per arrivare in Marittima», l’appello di Clia.

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«Mi auguro che ci sia volontà delle autorità e dell’amministrazione per questo processo: noi siamo ottimisti perché vediamo un’unitarietà di risultati sulla navigazione del canale. Credo che anche il ministro (dei Trasporti, Graziano Delrio, ndr) la consideri un’ipotesi percorribile». Per realizzarla, tuttavia, servono alcuni lavori di manutenzione del canale.

«Sui costi non sono informato, sui tempi ci dicono che la manutenzione durerebbe fra i sei mesi è l’anno, ma prima servono le pratiche amministrative», ha ricordato Martinoli, prima di soffermarsi sull’altra ipotesi inviata dal Porto al ministero delle Infrastrutture, quella di un approdo a Marghera. «Noi non vorremmo che soluzioni non concrete attuali e alternative ritardino ciò che oggi si può fare», ha premesso, sottolineando che poi «per definizione se abbiamo più alternative è meglio, ben vengano». A Marghera, in particolare, potrebbero in un futuro arrivare le navi di stazza maggiore. Clia, invece, non vede con favore all’ipotesi “Duferco-De Piccoli”, che prevede la realizzazione di un approdo all’esterno della laguna, al Lido di Venezia. «Non ci piace e secondo noi non funziona, è pensato su presupposti non corrispondenti alla realtà», ha chiosato Francesco Galietti, direttore di Clia Italia, citando la logistica fra i punti maggiormente problematici. «Stare a Venezia in questi anni è stato molto difficile, ma è un sito straordinario, per cui tutti siamo pronti a fare sacrifici. A patto che siano ragionevoli e che si usi il buon senso», la conclusione di Martinoli.

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