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Onorato vuole portare i “traghetti da crociera” nel Mediterraneo / GALLERY

Genova - Il vice presidente di Moby: «Sul Baltico hanno successo, trasportiamo sempre più passeggeri in Russia».

Genova - Quando sul palco del teatro del ponte 7 della Princess Anastasia partono le prime note di “’O Sole mio”, scatta l’ovazione. Non sono soltanto gli italiani ad applaudire, ma sono soprattutto i tanti russi a bordo. È l’immagine rappresentativa del «successo della nostra formula»,come spiega Alessandro Onorato, figlio di Vincenzo, e a capo della compagnia Moby Spl che gestisce il servizio ferry Cruise che collega Helsinki a San Pietroburgo. Il traghetto è qualcosa di più di una semplice nave che fa la spola tra due porti: i servizi a bordo sono superiori e le destinazioni previste dalla rotta lanciata due anni fa, si prestano ad un turismo che non sia solo legato alla necessità di un collegamento veloce tra Finlandia e Russia, ma si inseriscono nel mercato delle crociere nel Baltico, provando a sfidare i giganti del settore come Costa e Msc.

Così oltre ai due porti, la Princess Anastasia, un grande traghetto degli anni ’80 appena uscito dai cantieri di Malta dopo diversi lavori di miglioramento, arriva anche a Tallin e Stoccolma. Tutte le capitali del Nord a portata di mano e di portafogli: St Peter Line infatti, grazie ad un accordo con il governo russo, permette di visitare San Pietroburgo senza dover pagare il visto di ingresso in Russia sino ad un massimo di 72 ore di permanenza.

«Per una famiglia di 4 persone calcoliamo circa 600 euro di risparmio» spiega Onorato. La formula è vincente, tanto che quest’anno «siamo stati profittevoli, le prenotazioni sono cresciute a doppia cifra e intendiamo raddoppiare, sia le rotte che le navi». Spl, joint venture con soci russi, andrà a caccia sul mercato di un altro traghetto da trasformare in Cruise ferry «probabilmente sul mercato dell’usato o magari con nuovi ordini anche se è più difficile. Stiamo valutando e contiamo di annunciare presto la novità, comunque entro la fine dell’anno». Gli italiani a bordo per ora non sono molti, ma la compagnia sta cercando di vendere anche nel nostro Paese un pacchetto per le crociere nei mari del Nord: «Quando abbiamo iniziato i passeggeri italiani erano 7, 8 al massimo. Quest’anno abbiamo un target da 3.500 persone e oggi siamo già a 1.700» spiega Sergey Kotunev, il ceo di Moby Spl. Destinazione Mediterraneo Non c’è solo il Nord Europa nei piani di espansione della compagnia.

«Questa delle crociere in traghetto è una formula premium che già proponevamo nel Mediterraneo, ma che poi abbiamo abbandonato perché il mercato non la richiedeva più – spiega Onorato – Con una giusta politica commerciale e con pacchetti ideati per i turisti russi e per quelli del Nord Europa che vogliono venire nel nostro Paese, potremmo pensare di reintrodurre questa offerta. Magari cominciando dalle rotte di Civitavecchia, quelle del porto più vicino a Roma, grande meta turistica. Poi la Sardegna, con cui abbiamo un rapporto speciale, e Genova che potrebbe diventare il porto di Milano, portando così i nostri passeggeri a fare shopping nelle vie della moda».

L’armatore è convinto che le navi in flotta possano recitare già ora un ruolo in questo mercato premium, garantendo cioè servizi a bordo come quelli delle vere e proprie navi da crociera: «Pensiamo che la nostra flotta possa già essere pronta, al massimo servirà qualche aggiustamento e poi potremmo partire, magari già a ottobre», con l’obiettivo di riempire i Cruise ferry anche in bassa stagione. Con Princess Anastasia, il gruppo conta di portare i turisti dell’Europa Occidentale in Russia. Con la Moby Drea invece Onorato vorrebbe attirare i passeggeri della Federazione Russa e portarli nel Mediterraneo. A bordo del grande traghetto che naviga il Baltico ci sono «i migliori servizi del Made in Italy, a partire dal cibo. Abbiamo una Spa, ogni sera uno spettacolo dal vivo e un equipaggio misto: abbiamo tanti italiani e molti russi. È stata una scelta obbligata, ma il personale extracomunitario a bordo della nave ha un contratto e un salario italiano. In Russia la media è di 800 euro al mese, qui a bordo con noi, arrivano anche al doppio».

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