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Carnival nel mirino del giudice: «Rischia il divieto di entrata nei porti Usa»

Genova - La corte federale americana imbufalita con i vertici della compagnia che non si sono presentati ad una udienza: «Continuano a inquinare, nonostante la multa da 40 milioni di dollari».

Genova - Tutto ha avuto inizio con la stangata da 40 milioni di dollari che due anni fa il principale gruppo crocieristico al mondo ha dovuto pagare.

Quella multa, comminata perché la Caribbean Princess aveva scaricato acque grigie in mare, causerebbe comunque meno danni rispetto alla “minaccia” della giudice federale americana Patricia Seitz che vorrebbe bandire «temporaneamente» dai porti americani le navi del gruppo Carnival.

Lo riporta il Miami Herald, spiegando come la compagnia avrebbe disatteso le disposizioni che erano seguite alla maxi multa del 2017.

«La compagnia – ha spiegato il tribunale - aveva promesso che avrebbe terminato di mettere in pratica i comportamenti contestati sin dal 2017, ma la Corte ha le prove che il comportamento illecito si sarebbe verificato anche nel corso del 2018».

Secondo la Corte Federale, la Carnival Elation avrebbe scaricato plastica nell’Oceano a dicembre dell’anno scorso e 26 mila galloni di acque grigie sarebbe stati sversati dalla Westerdam - unità del marchio Holland America - nella Glacier Bay National Park in Alaska. Non solo: Carnival avrebbe anche falsificato diversi documenti. La giudice è imbufalita anche dall’atteggiamento dei vertici della compagnia, in particolare da Micky Arison e da Arthur Donald, i numeri uno del colosso delle crociere che non si sono presentati ad un’udienza nel processo.

Così la Seitz aspetterà giugno per prendere una decisione, quando i vertici di Carnival saranno nuovamente convocati: «Se potessi – ha detto la giudice – proporrei per tutti i membri del comitato esecutivo una visita al centro di detenzione per un paio di giorni. È incredibile come questo aiuti le persone a concentrarsi sulla realtà».

«Il nostro obiettivo è lasciare gli ambienti che visitiamo, più puliti di come li abbiamo trovati quando siamo arrivati – si è difeso Roger Frizzell, il capo della comunicazione di Carnival – La responsabilità ambientale è una delle principali priorità della compagnia».

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