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Gli spaccano le gambe sul traghetto per ottenere il risarcimento

Palermo - Un passeggero aveva detto di essere caduto dalle scale della nave fratturandosi le gambe mentre in realtà gli arti gli sarebbero stati spaccati appositamente sul traghetto. L’uomo a Genova è stato poi ricoverato in Rianimazione.

Palermo - Nelle due operazioni che hanno sgominato due gruppi criminali che organizzavano truffe alle assicurazioni, la «Tantalo bis» della Polizia, e la «Contra fides» della Guardia di Finanza e della Polizia penitenziaria, la Gdf ha accertato che l’organizzazione aveva tentato di mettere a segno un falso incidente sul traghetto Palermo-Genova. Un passeggero aveva detto di essere caduto dalle scale della nave fratturandosi le gambe mentre in realtà gli arti gli sarebbero stati spaccati appositamente sul traghetto. L’uomo a Genova è stato poi ricoverato in Rianimazione per un’embolia polmonare a seguito delle gravi fratture.

Nel corso delle perquisizioni è stato trovato un libro mastro con diversi episodi di rotture di ossa provocati ad arte, nomi di vittime e località dell’incidente. «Ad uno dei capi Domenico Schillaci sono stati sequestrati alcune attività commerciali, il bar Dolce Vita, un centro scommesse, un gommone, una Porsche e una moto», ha detto il colonnello Cosmo Virgilio, comandante del nucleo di polizia economica e finanziaria della Gdf di Palermo. Le indagini si sono anche avvalse della collaborazione di tre uomini che erano stati arrestati lo scorso agosto. I tre hanno fornito una serie di elementi che hanno squarciato il velo sull’organizzazione.
Le vittime erano scelte tra i tossicodipendenti, persone con disturbi psichici e donne che in condizioni di povertà che si prestavano a mettere in scena i falsi incidenti. Tra i fermati anche l’avvocato Graziano D’Agostino. «Sono 250 gli indagati in questa operazione e 50 vittime hanno collaborato», ha detto il capo della mobile Rodolfo Ruperti.

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