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Msc presenta Seashore, la nuova ammiraglia della flotta crociere / GALLERY

Genova - Sarà la nave più grande mai costruita in Italia con i suoi 339 metri di lunghezza.

Monfalcone - Fincantieri e Msc Crociere hanno celebrato a Monfalcone la coin ceremony di “Msc Seashore”; con questo importante passo entra nel vivo la fase di montaggio di quella che sarà, una volta completata, la più grande nave da crociera mai realizzata in un cantiere italiano. Ma oltre alle sue dimensioni da primato questo progetto si caratterizza per le molteplici innovazioni nel campo della tutela dell’ambiente, come ha ricordato l’Executive Chairman di Msc Crociere Pierfrancesco Vago. Quest’ultimo ha sottolineato quanto abbia investito la compagnia italo-svizzera per rendere le sue navi ancora più “green”. L’obbiettivo della società è quello di raggiungere l’impatto “zero” per tutte le sue unità; ad oggi il 74% della flotta è dotata di scrubbers e grazie all’investimento nei retrofitting presto si raggiungerà il 100%.

Inoltre sono stati investiti cinque miliardi di euro nella commessa di cinque navi da crociera dual-fuel che potranno navigare bruciando il gas naturale liquefatto, il combustibile più pulito attualmente disponibile. Tutto il progetto “Seashore” (e della sorella che la seguirà) è stato concepito con Fincantieri per soddisfare al meglio tutte le normative internazionali più stringenti in materia di ambiente. Oggi le navi da crociera contribuiscono solo per il 3% del totale delle emissioni di anidride carbonica dell’industria dello shipping, ma ogni nuova nave è un’occasione per migliorare le performance di un settore che vuole tutelare sempre più l’ambiente marino. La nuova nave sarà dotata di un sistema di riduzione catalitica selettiva (Scr) e di un sistema di trattamento delle acque reflue (Awt) di ultima generazione. L’Scr aiuta a ridurre l’ossido di azoto del 90% attraverso una tecnologia avanzata di controllo attivo delle emissioni. Invece, grazie al sistema Awt, le acque reflue sono sottoposte a un processo di purificazione completo. “Seashore” sarà inoltre predisposta al cold-ironing che permette alla nave di essere collegata alla rete elettrica locale del porto consentendo di ridurre ulteriormente le emissioni durante l’ormeggio.

Purtroppo in Italia, come ha ricordato Vago, siamo ancora indietro con l’elettrificazione delle banchine visto che l’investimento nelle infrastrutture portuali non segue in maniera paritaria quello dell’industria crocieristica. Stesso ragionamento va fatto per quel che riguarda il rifornimento del Gnl nei porti nazionali, dato che nei prossimi anni questo sarà il combustibile più utilizzato dalle nuove navi.

Fortunatamente l’industria cantieristica nazionale rappresentata da Fincantieri è già all’avanguardia in questi campi e quindi ha potuto rispondere alle esigenze di un cliente come Msc nel campo della salvaguardia dell’ambiente. Per altri clienti ha già in ordine quattro navi dual fuel mentre con Msc la parnership si fa sempre più solida a partire dalle quattro unità della classe “Lirica” allungate per poi arrivare alle otto nuove costruzioni delle quali due già consegnate (“Msc Seaside” e “Msc Seaview”). Nel suo intervento, Luigi Matarazzo, direttore Navi mercantili di Fincantieri, non ha potuto che ricordare il momento felice che sta vivendo l’azienda. A oggi può vantare un carico di lavoro che supera i 33 miliardi di euro per oltre 100 navi nel portafoglio ordini, di cui 54 da crociera. Dal 1990 ad oggi sono state consegnate 92 navi da crociera, ciò vuol dire che al mondo un passeggero su tre naviga con una nave “Made in Italy”.

E cosa più importante anche i conti tornano con i ricavi che hanno sfiorato la cifra record di 5,5 miliardi nel 2018, 85% dei quali derivanti dall’export che dimostra il valore internazionale dell’azienda.

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