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Royal Caribbean piange Edwin W. Stephan

Monfalcone - Nei giorni scorsi è mancato ad 87 anni Edwin W. Stephan, colui che aveva fondato il colosso delle crociere Royal Caribbean di cui era stato presidente per ben 27 anni. L’industria delle crociere perde così una figura storica che ha contribuito con le sue idee innovative alla crescita esponenziale del settore

Monfalcone - Nei giorni scorsi è mancato ad 87 anni Edwin W. Stephan, colui che aveva fondato il colosso delle crociere Royal Caribbean di cui era stato presidente per ben 27 anni. L’industria delle crociere perde così una figura storica che ha contribuito con le sue idee innovative alla crescita esponenziale del settore a partire dagli anni Settanta del secolo scorso, al pari di Ted Arison che nello stesso periodo dava vita a Carnival Cruise Line.

Oggi Royal Caribbean Cruises è il secondo gruppo crocieristico al mondo e può vantare sei differenti marchi (Royal Caribbean International, Celebrity Cruises, Azamara, Silversea Cruises e le società a partecipazione paritetica Tui Cruises e Pullmantur Cruceros) per un totale di 63 navi da crociera e 77 mila dipendenti sparsi per tutto il pianeta. Stephan, veterano della guerra di Corea con due medaglie di bronzo al valor militare, ebbe l’intuizione alla fine degli anni Sessanta di puntare sulla nave passeggeri non più come ad un mezzo di trasporto, ma bensì ad un luogo di svago e divertimento. Quelli erano tempi molto difficili per i transatlantici che stavano scomparendo come i dinosauri, soppiantati dal mezzo aereo.

Ricordiamo che al rientro dagli impegni bellici (che non gli permisero di portare a termine gli studi universitari), entrò nel settore navale, riuscendo a diventare dopo diversi anni amministratore della Commodore Cruise Line. Stephan convinse tre compagnie di navigazione norvegesi (Anders Wilhelmsen & Co., Gotaas-Larsen Shipping Corp. e I.M. Skaugen) a unificarsi e dar vita ad una nuova compagnia focalizzata principalmente sulle crociere nei Caraibi. Costituita la nuova società armatrice nel 1968, venne ordinata la prima sua nuova costruzione al cantiere Wärtsilä di Helsinki. La nuova nave, battezzata “Song of Norway” (18 mila tonnellate di stazza lorda), iniziò il servizio attivo nel novembre del 1970 dando il via alla storia di un nome leggendario dell’industria mondiale del trasporto marittimo. Stephan puntò molto su Miami come base per le sue navi, per lui la porta ideale per il mercato caraibico. Famosa era una sua profezia molto audace per quei tempi: «Riteniamo che Miami abbia un destino come capitale delle crociere nel mondo». Le sue navi da crociera erano altamente innovative per l’epoca ed erano costruite per permettere al passeggero di godere appieno della vita sul mare. Tra le sue idee ricordiamo il salone panoramico “Viking Crown Lounge” che ha trovato posto per decenni alla base del fumaiolo di tutte le nuove navi della compagnia (fino alle sorelle “Oasis” ed “Allure” del 2009 e 2010). Il concorrente Miki Arison, figlio di Ted, lo definì «un vero pioniere nel settore delle crociere che è stato determinante nella creazione dei viaggi ai Caraibi per tutto l’anno».

La visione innovativa di questo settore ha permesso a Royal Caribbean di distinguersi sempre con le navi più grandi ed originali in circolazione a partire dal dicembre 1987, quando venne consegnata dai Chantiers de l’Atlantique la “Sovereign of the Seas” (73 mila tsl), all’epoca la nave da crociera più grande del mondo. Lasciata la presidenza, rimase nella compagnia come vicepresidente del Consiglio dei direttori, fino al suo ritiro avvenuto nel 2003. Fece però ancora in tempo ad assistere alla nascita delle navi della classe “Voyager” che ancora oggi sono tra le più rivoluzionarie delle storia navale. La prima unità di questa classe, la “Voyager of the Seas” (137 mila tsl).venne inaugurata nel 1999 portando di nuovo in dote all’armatore il titolo di nave più grande del pianeta.

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