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Venezia, Musolino: «Le compagnie da crociera raccolgano fondi»

Genova - La lettera del presidente agli ad del settore: ««Sarebbe un messaggio di grande importanza da parte vostra e dell’intero comparto crocieristico se decideste di raccogliere dei fondi per sostenere la nostra città colpita e i suoi abitanti».

Genova - Una raccolta di fondi a supporto di Venezia devastata dalla marea eccezionale di martedì scorso. È quanto ha chiesto stamane Pino Musolino, presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Settentrionale, a tutte le compagnie crocieristiche che scalano in Laguna, inviando una lettera ai rispettivi amministratori delegati. «Come amministratore pubblico incaricato di gestire il più importante polo economico e occupazionale dell’area veneziana (i porti lagunari impiegano oltre 19mila lavoratori, di cui 4500 nel solo settore crocieristico) ritengo necessario supportare la popolazione che deve superare questa tragedia» si legge nella lettera firmata dal presidente Musolino che continua: «Sarebbe un messaggio di grande importanza da parte vostra e dell’intero comparto crocieristico se decideste di raccogliere dei fondi per sostenere la nostra città colpita e i suoi abitanti. Si tratterebbe di un segnale tangibile della vostra vicinanza a Venezia e un segno concreto che è possibile costruire un rapporto fiduciario tra l’industria crocieristica e la comunità veneziana».

A commento della lettera Musolino aggiunge: «Con quest’iniziativa a supporto dei cittadini vogliamo anche trasmettere il messaggio che il porto e i suoi lavoratori sono parte integrante del tessuto sociale di Venezia e dell’area lagunare e partecipano pienamente alla sofferenza di questi giorni. Sapremo riprenderci anche da questo disastro e, ne sono certo, riusciremo a trovare il giusto equilibrio per salvaguardare il nostro territorio, assieme alla sua economia, anche di fronte alle difficili sfide climatiche del prossimo futuro, imparando dal passato e applicando le tecnologie del XXI secolo, perché Venezia deve continuare a vivere, non come museo a cielo aperto ma come polo di sviluppo economico, d’innovazione e di occupazione».

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