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La “Viking Sky” in balia delle onde «per un errore umano»

Genova - Lo spegnimento dei motori è stato causato dal basso livello di olio. Lo rivela il rapporto delle autorità norvegesi.

Genova - È stato un errore umano a causare l’incidente di Viking Sky lo scorso marzo: è quanto emerge dal rapporto preliminare stilato dal Norwegian Accident Investigation Board su quel drammatico evento.

L’allarme era scattato mentre la nave stava navigando da Stavanger verso Tromsø: c’era stata un’improvvisa perdita della propulsione quando la “Sky” si trovava a due miglia e mezzo al largo della regione di More og Romsdal, un tratto di costa nella zona centrale della Norvegia noto come Hustadvika in cui si sono verificati diversi naufragi e la navigazione è notoriamente pericolosa. Il mare in tempesta aveva reso ingovernabile l’unità che, spinta dalle onde verso la costa rocciosa, ha rischiato di finire sugli scogli. Dando fondo alle ancore l’equipaggio è riuscito a fermarla a poche decine di metri dalla costa. Di fronte alla situazione critica, le autorità hanno deciso di cercare di evacuare le persone ma le condizioni del tempo hanno reso molto difficile il lavoro dei soccorritori. Infatti il meteo proibitivo impediva di ammainare le lance di salvataggio, perciò le autorità norvegesi hanno optato per un ponte aereo.

Andando avanti e indietro, gli elicotteri sono riusciti a portare a terra 479 persone delle 1.373 presenti a bordo tra passeggeri ed equipaggio. A causa dei forti venti una ventina di naufraghi erano rimasti feriti. Quando il Comando nave è riuscito a riprendere il controllo della situazione riavviando i motori le operazioni sono state interrotte evitando ulteriori rischi per gli ospiti ancora presenti a bordo.

Ma come è stato possibile che una nave da crociera praticamente nuova (solo due anni di vita), per di più costruita seguendo la regolamentazione SOLAS del “Safe return to port”, sia stata coinvolta in un incidente simile?

La causa scatenante è stato il basso livello di olio lubrificante nei motori diesel della nave. Questi avevano nei serbatoi un livello pari al 28-40% della capienza contro il 68-70% dichiarato ideale dal costruttore per il migliore funzionamento del macchinario. Perciò la perdita di lubrificazione combinata con il beccheggio della nave dovuto alle avverse condizioni meteo ha portato allo spegnimento dei motori nell’arco di 19 minuti complessivi. Questo ha comportato un black out a bordo con la completa perdita della propulsione. Poco dopo l’incidente Wilhelmsen Ship Management, che è responsabile delle operazioni marittime di Viking Ocean Cruises, ha pubblicato un bollettino sulla sicurezza. Sono state identificate diverse azioni da intraprendere, tra cui la revisione della gestione dei livelli adeguati di olio lubrificante, le modalità per prepararsi alle intemperie e le procedure di recupero dal blackout. Per la compagnia è stata una pessima pubblicità, oltre ai costi subiti per risarcire i passeggeri, riparare gli ingenti danni causati a bordo dal beccheggio e rimborsare gli ospiti delle crociere successive cancellate a causa dello stop forzato della nave.

Viking Sky, realizzata da Fincantieri ad Ancona, è entrata in servizio nel 2017. Ha una stazza lorda di 47.842 tonnellate, è lunga “fuori tutto” 228,20 metri, larga 28,80 per un pescaggio di 6,45 metri e può ospitare a bordo un massimo di 930 passeggeri. La generazione elettrica è garantita da quattro motori diesel MAN, due 9L32/44CR e due 12V32/44CR per una potenza installata complessiva di 23,52 MW, mentre per la propulsione dispone di due motori elettrici Rolls-Royce da 7.250 kW ciascuno che la possono spingere ad una velocità massima di 21 nodi (circa 39 Km/h).

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