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Tensioni Iran-Arabia Saudita, i carrier si fanno prudenti

Teheran - Il tasso di crescita del porto contenitori di Bandar Abbas crescerà “solo” del 6,5% nel 2016.

Teheran - A poche settimana dall’inizio di quello che sembrava un n uovo mercato da conquistare, la cautela ha preso il sopravvento sull’entusiasmo. Molte compagnie infatti, soprattutto container, puntavano sull’Iran e ora si trovano a dover fare i conti con l’ennesima tensione internazionale attorno a Teheran. L’escalation con l’Arabi Saudita sta rendendo meno veloce del previsto la corsa dei grandi carrier ai porti iraniani. L’ultima ad approdare regolarmente sulle coste di Teheran è stata Msc, la compagnia seconda al mondo con sede a Ginevra e cuore italiano. L’Iran punta molto sull’import marittimo: dai porti dovrebbe provenire la maggior parte delle merca che serve alla ricostruzione del paese dopo che l sanzioni sul nucleare sono state eliminate. Ma la flotta commerciale iraniana è sotto dimensionata e in tutti questi anni di embargo, non ha potuto svilupparsi. La prima portacontainer di Msc è arrivata a fine anno, il 31 dicembre, al porto di Bandar Abbas. La linea prima dello scalo diretto si appoggiava a Jebel Ali, poi con alcuni servizi feeder, i contenitori arrivavano in Iran. Ad agosto poi sono arrivate Cma-Cgm ed Evergreen. Hapag Lloyd continua invece l’attività di feederaggio da Jebel Ali. Maersk invece sta pianificando in modo più ampio e i piani comprendono anche il settore oil. BMI ha intanto calcolato che il porto di Bandar Abbas conoscerà del 6,5% nel 2016, numeri che secondo l’analista sono troppo bassi per indurre all’ottimismo sfrenato: “Anche perché il traffico nel 2015 è risultato il calo del 29% rispetto al 2012, anno di introduzione delle sanzioni”.

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