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«In Italia mancano le infrastrutture per Lng» / GALLERY

Genova - Più di 250 persone - armatori, presidenti di Authority e istituzioni - al Forum “Navi Passeggeri e Ambiente”, organizzato da The MediTelegraph/Il Secolo XIX.

Genova - Il futuro sta già arrivando, ma l’Italia non è pronta. Al forum “Navi Passeggeri e Ambiente”, organizzato da The MediTelegraph/Il Secolo XIX, gli armatori fanno i conti: le compagnie da crociera hanno puntato progetti e investimenti sull’Lng, ma il nostro paese non ha le infrastrutture necessarie: «I maggiori investimenti delle compagnie sono sulle nuove tecnologie e sulla riduzione delle emissioni - spiega Luigi Merlo, ex presidente del porto di Genova e oggi dirigente del gruppo Msc - Purtroppo oggi nessun porto italiano è attrezzato per offrire stoccaggio e rifornimento di gas naturale liquefatto. E’ una limitazione che il Paese deve affrontare al più presto. Bisogna individuare aree, normative e metodologie per garantire alle compagnie marittime risposte certe in tempi rapidi». Anche Costa Crociere ha investito nella propulsione alternativa: «Abbiamo varato un business plan da 4 miliardi di investimenti, in un momento in cui il prezzo del petrolio era crollato e già con gli interventi di energy saving risparmiavamo anche il 40% di costi energetici - ha spiegato Beniamino Maltese, Cfo di Costa Crociere - Abbiamo raggiunto un accordo con Shell per l’approvvigionamento dell’Lng e Barcellona sarà una delle nostre basi.A settembre 2018 saremo pronti e operativi». All atavola rotonda sulle best practice e nuove regole per l’armamento hanno partecipato anche Karina Santini, responsabile dello sviluppo commerciale nel Mediterraneo di Royal Caribbean e Andrea Cogliolo di Rina Services. Diverse strategie invece per i traghetti. «Serve anche la certezza normativa - attacca Matteo Catani, ad di Gnv - Anche noi useremo tipologie carburante con ridotto zolfo, abbiamo sottoscritto un protocollo con il porto di Civitavecchia, ma per noi sarà difficile senza infrastrutture virare su questa propulsione». Lorenzo Matacena, del gruppo Caronte &Tourist, ha sempre puntato sull’Lng («siamo la prima società che ha ordinato un traghetto Lng dual fuel»), ma si rammarica che queste navi non si possano ordinare in Italia. Eugenio Grimaldi, Line manager South Italy Short Sea Services del gruppo Grimaldi spiega di aver investito «Cento milioni negli ultimi due anni. Fino al 2019 ne investiremo altri 70 per combustibili “verdi”. Siamo pronti». Pwc ha fornito il quadro globale sulle scadenze e sulle normative e nella presentazione di Rafael Schmill disponibile on line sul sito meditelegraph.it, sottolinea come l’Italia abbia un buon potenziale sul bunkering di Lng. Recuperare il rapporto tra navi e città è stato il tema dell’ultima tavola rotonda, moderata dal presidente di Federagenti Gian Enzo Duci: Il sindaco di Livorno Filippo Nogarin continua a dare battaglia sull’ingresso nel board dell’Authority toscana, mentre Paolo Emilio Signorini (Genova e Savona), Federica Bosello (Authority di Venezia)e Francesco Maria Di Majo (Civitavecchia) hanno sottolineato quanto è stato fatto e i programmi futuri dei rispettivi scali.

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