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Coccia: «Così posso salvare Confitarma»

Napoli - Il cavaliere bianco viene da Napoli ed è convinto della missione, quasi impossibile, che si è assegnato: salvare Confitarma.

Napoli - Il cavaliere bianco viene da Napoli ed è convinto della missione, quasi impossibile, che si è assegnato: salvare Confitarma. «Li conosco tutti, i miei colleghi che litigano, e con loro ho un ottimo rapporto personale: mi rendo disponibile a fare da mediatore». Nicola Coccia è da una vita nell’associazione: è stato vice-Presidente dal ‘99, poi al comando sino al 2010. Quando dice che conosce tutti gli armatori, non mente. E anche loro conoscono lui. Confida su questi elementi per diventare l’artefice della pace di questa guerra: «È tutto un gioco all’incastro - dice al Secolo XIX/TheMediTelegraph - Mattioli rischia di non avere più l’appoggio necessario, i Messina sono fuori dall’associazione e Rosina ha una compagnia gestita dai fondi». Ecco il quadro di stallo dipinto da Coccia, ideale per una quarta figura fuori dai giochi. L’ex presidente, titolare dello studio di commercialisti che porta il suo nome, siede di diritto nel Consiglio e si candida: «Se posso giocare un ruolo di unità, mi rendo disponibile a fare il mediatore. E poi i miei rapporti personali con i dimissionari sono molto buoni: con Maneschi ho un’amicizia di lunga data. Con il gruppo Msc ho ottimi rapporti. Onorato, poi, sono riuscito a convincerlo a rientrare già una volta...». Il piano prevede il ritorno a casa di tutti: «Non credo serva una figura come il commissario. Io sono più per una “presidenza attenta”: la mia è una proposta concreta. E la prima cosa che chiedo ai miei colleghi è di rendersi dimissionari da questo consiglio. Azzeriamo tutto. Ripartiamo con nuovo Consiglio armonizzato. Siamo già pochi e ancora meno sono i personaggi di rilevo: se non saremo super compatti, temo che la crisi possa contagiare tutto il cluster marittimo, non solo la bandiera italiana e l’armamento». Gli armatori sono messi così male? «Nel giro di poco tempo potremmo trovarci un armamento notevolmente ridotto». Coccia ha già un programma: «Per 20 anni ho seguito il Registro internazionale e la tonnage tax: questi conflitti impropri tra armatori stanno rovinando il lavoro fatto nel tempo. Non sono argomenti effettivi, è diventata una questione personale». E ancora: «Le uscite portano ad un indebolimento della categoria e al tavolo con le istituzioni saremo considerati ancora più deboli». Infine prima l’appello («Possiamo discutere di tutto, ma è in questo momento dobbiamo restare uniti tutti») e poi il messaggio finale:«Io mi offro, non vedo altri: fermiamoci, azzeriamo e ripartiamo».

La mossa di Grimaldi
Intanto il presidente uscente di Confitarma, Manuel Grimaldi, ha convocato a Roma «per comunicazioni urgenti» i tre saggi (D’Alesio, D’Amato e Delle Piane), i due candidati alla presidenza (Mattioli e Rosina) e due dimissionari (Stefano Messina e Paolo d’Amico). L’appuntamento è fissato tra lunedì e martedì nella sede dell’associazione. È probabile che all’ordine del giorno della riunione ristretta ci sia il futuro di Confitarma. Ma Paolo d’Amico difficilmente parteciperà: troppi impegni in azienda. E sulla presenza dei Messina diversi armatori non scommettono: la lettera di addio all’associazione è stata scritta meno di due giorni fa.

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