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Armatori, Fedarlinea corteggia i “ribelli” / IL RETROSCENA

Genova - La battaglia navale tra operatori dello shipping. A Palenzona il ruolo di grande mediatore per attrarre i fuoriusciti da Confitarma.

Genova - Confitarma farà partire tra due settimane l’offensiva per cercare di riportare a casa i fuoriusciti. Ma la giacchetta di Italia Marittima, Gnv e Messina sarà tirata anche in senso opposto. Perché adesso è partita l’offensiva, diplomatica, di Fedarlinea. L’associazione che raduna le compagnie di cabotaggio che orbitano nella galassia di Aponte, ha cominciato da alcuni giorni a corteggiare gli armatori che hanno sbattuto la porta della confederazione che sarà guidata da Mattioli e ha affidato il compito di “grande mediatore” a Fabrizio Palenzona. L’ex vicepresidente di Unicredit - oggi ancora nel consiglio di amministrazione della banca - ricopre un ruolo di peso anche nella governance di Onorato Armatori, il cappello che raduna le compagnie guidate da Vincenzo Onorato. Moby e Tirrenia peraltro avevano già aderito a Fedarlinea durante la prima grande crisi di Confitarma, quando lo scontro tra gli armatori campani Grimaldi e Onorato, aveva portato all’uscita di quest’ultimo.

Ora a Palenzona è affidato il delicato compito di tessere la tela per portare i tre fuoriusciti nella casa del cabotaggio: nei giorni scorsi ci sono già state le prime avances e nelle prossime ore potrebbero avvenire gli incontri di persona. Non è difficile pensare che le tre compagnie - che hanno un legame forte con Gianluigi Aponte - non avranno difficoltà ad aderire a Fedarlinea. Raccontano che però qualche condizione sia stata posta: in particolare gli armatori avrebbero chiesto una presidenza forte, in grado di garantire anche una visibilità maggiore e forza politica all’associazione. Fedarlinea aderisce a Confcommercio e nell’operazione di rafforzamento della casa del cabotaggio, rientra anche la confederazione delle imprese. È possibile che il passaggio in Fedarlinea, qualora dovesse chiudersi positivamente la trattativa, possa costituire solo il primo atto per la nascita di una nuova associazione.

Perchè lo scopo è evitare di rimanere imprigionati in un consesso composto soprattutto dal cabotaggio e per dare ulteriore slancio al fronte “anti-Grimaldi”. Oltre all’allargamento del numero degli armatori, si starebbe pensando alla nascita di una nuova associazione che permetta l’ingresso anche ad altre categorie che fanno parte del mondo della logistica. Un po’ sul modello di quello che Manuel Grimaldi ha fatto con Alis, dove, con al regia del figlio Guido, ha radunato operatori del settore, trasportatori e persino Autorità di sistema portuale. Le truppe insomma si stanno radunando nelle rispettive schiere: la prima battaglia è prevista per ottobre.

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