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«L’Europa tuteli il lavoro dei suoi marittimi» / INTERVISTA

Genova - «Presidenza Mattioli? Quale presidenza Mattioli? Mario Mattioli è l’attendente di campo di Manuel Grimaldi, e la prego di mantenere il tono polemico delle mie parole». A suo modo Vincenzo Onorato, numero uno di Tirrenia-Moby e gran dissidente dell’armamento italiano, dà il benvenuto al nuovo presidente di Confitarma

Genova - «Presidenza Mattioli? Quale presidenza Mattioli? Mario Mattioli è l’attendente di campo di Manuel Grimaldi, e la prego di mantenere il tono polemico delle mie parole». A suo modo Vincenzo Onorato, numero uno di Tirrenia-Moby e gran dissidente dell’armamento italiano, dà il benvenuto al nuovo presidente di Confitarma, e mette subito in chiaro che le possibilità di dialogo stanno a zero.

Ma perché? Mattioli ha già auspicato una ricucitura tra armatori italiani, superando logiche commerciali...

«Questa della concorrenza è pura disinformazione da Confitarma, propaganda di regime. La divisione tra armatori per motivi di concorrenza c’è e ci sarà sempre. Il punto non è questo. I motivi sono altri, sono di tipo politico, e nel mio caso è la battaglia per i marittimi italiani».

Nemmeno un consiglio di saggi potrebbe aiutare a rimettervi insieme?

«Le persone che potrebbero avere questo ruolo oggi sono fuori dalla Confitarma. Tutte le grandi famiglie sono fuori».

Il 70% dell’armamento italiano è in Confitarma.

«Questo lo dicono loro... Mi dica chi c’è rimasto. A scanso di equivoci: credo che per cultura, intelligenza, indipendenza, solo Stefano Messina poteva essere il giusto presidente della confederazione».

Messina sta trattando per l’ingresso di Gianluigi Aponte al 49%. Mattioli non risulta avere partecipazioni di Grimaldi.

«Non per fare campanilismo alla genovese, ma non si possono mettere le due persone sullo stesso piano. Poi siamo sempre lì, un conto sono le questioni di business, altra cosa le questioni associative».

Se esiste il progetto Conf mare è anche perché Aponte, svizzero con bandiera panamense o maltese, chiede di essere rappresentato in un quadro istituzionale.

«Aponte occupa più italiani di tutti gli altri armatori italiani messi assieme: crociere, cargo, negli uffici. “ConfiManuel” è un’associazione di armatori stranieri.Di armatori che godono di una totale defiscalizzazione grazie alla legge 30 del 1998 e in cambio imbarcano marittimi extra-comunitari. Mi dica che differenza c’è oggi tra la bandiera italiana e quella panamense...».

Invece Confmare a che punto è?

«Un progetto interessante, ma in fase di gestazione. Per ora c’è la Fedarlinea. Però torniamo al punto: ha senso sulla Livorno-Bastia, 60 miglia nautiche, poche ore di viaggio, che io possa imbarcare extra-comunitari? Secondo me no. In Europa si è data grande e meritoria attenzione alla questione dell’inquinamento. Io credo sia arrivata l’ora che Bruxelles cominci a trovare una strada comune sulla tutela del lavoro. E quindi: rotte comunitarie? Marittimi comunitari. Che per me significa italiani, ma per gli altri, almeno siano comunitari. Negli Stati Uniti lo fanno dal 1920, con il Jones Act. Una norma che garantirebbe il settore marittimo, e non solo a bordo. Vuoi navigare in Europa? La nave deve essere costruita in Europa. Non che per comprare un rimorchiatore bisogna andare in Turchia. In Italia i cantieri sono quasi scomparsi, a parte poche e rare eccellenze, come la Fincantieri in Italia e pochi altri privati che sono riusciti a salvarsi».

Chi è che oggi va a fare il marittimo? Mancano anche gli ufficiali.

«Anche questa è una menzogna spudorata, che arriva sempre da quel mondo armatoriale, e non fa distinzione tra comuni e ufficiali. Ogni giorno ricevo innumerevoli richieste di lavoro da parte di aspiranti marittimi comuni, o dalle loro famiglie. Ed è vero che occorre investire dei soldi per intraprendere la carriera di allievi ufficiali, ma dopo la formazione, l’imbarco si trova sempre. Sono i comuni, invece, la categoria meno abbiente che oggi soffre la piaga della disoccupazione».

Sul Jones Act all’europea si è già confrontato con altri soggetti? Europarlamentari, altri armatori del Vecchio Continente...

«Credo che le associazioni armatoriali si siano allontanate dalla realtà, hanno una visione fuori dal contesto. Non può essere un caso che proprio quello degli armatori sia uno dei settori che più soffre della crisi della rappresentanza».

Insomma a Mattioli nemmeno un augurio?

«Buon divertimento. Ma nessuna disponibilità al dialogo. In quanto attendente, per me non è titolato a questa mansione».

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