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La Marina italiana ferma sei presunti pirati somali

Roma - I sei, tutti di nazionalità somala, a bordo di due piccole imbarcazioni, avevano tentato l’abbordaggio nei giorni precedenti di un portacontainer.

Roma - Sei sospettati di pirateria sono stati fermati dalla fregata italiana Virginio Fasan, impegnata nel’operazione Atalanta, in un tratto di mare 350 miglia nautiche ad est delle coste della Somalia. I sei, tutti di nazionalità somala, a bordo di due piccole imbarcazioni, avevano tentato l’abbordaggio nei giorni precedenti di un portacontainer e di un peschereccio d’altura, battenti rispettivamente bandiera panamense e delle Seychelles. Gli eventi si sono svolti tra venerdì 17 e ieri, domenica, nelle acque aoll’altezza della città di Mogadiscio, in Oceano Indiano. L’azione, diretta dal comandante in mare dell’Operazione EU NAVFOR Somalia - Atalanta, contrammiraglio Fabio Gregori imbarcato su Nave Virginio Fasan, ha visto l’intervento congiunto della fregata italiana, con l’elicottero di bordo ed il team della brigata Marina San Marco, nonchè di un aereo da pattugliamento marittimo spagnolo (MPRA), appartenente anch’esso alle forze europee dell’operazione Atalanta. In particolare, Nave Fasan si trovava venerdiì 17 in pattugliamento a circa 60 miglia nautiche dalla costa sud della Somalia, quando ha ricevuto informazioni su un attacco di pirateria al portacontainer. L’unità militare si è diretta quindi alla massima velocità verso la posizione dell’evento, mentre veniva ordinato all’aereo da pattugliamento spagnolo di sorvolare la stessa zona di mare per effettuare una ricerca approfondita in area. Lo stesso velivolo, durante la mattina di sabato 18 ha acquisito notizia che un peschereccio era stato anch’esso attaccato da un gruppo di pirati armati.

Intensificando le ricerche in area, la sera del 18 l’elicottero di bordo di Nave Fasan è riuscito ad identificare due piccole imbarcazioni in una posizione coerente e correlabile con quella degli avvenuti attacchi. E ieri mattina Nave Fasan ha abbordato alcuni barchini per effettuare l’ispezione del personale e del carico. Gli elementi caratteristici riscontrati durante l’ispezione delle imbarcazioni hanno permesso di riconoscere quest’ultime come le imbarcazioni responsabili degli attacchi alle unità mercantili. Ciò è stato possibile anche grazie alle informazioni fotografiche e alle testimonianze fornite dagli equipaggi degli stessi mercantili. Queste informazioni, insieme all’infondatezza e alla incoerenza di alcune dichiarazioni fornite dai sei sospettati durante l’ispezione, ha portato il comandante di Nave Fasan, capitano di fregata Sebastiano Rossitto, a procedere al fermo degli equipaggi. I sei sospetti pirati sono stati portati a bordo della fregata Fasan in attesa che si concludano ulteriori accertamenti allo scopo di confermare la possibilità di perseguirli legalmente in virtù degli accordi internazionali esistenti in materia tra l’Unione europea e gli Stati costieri maggiormente attivi nel contrasto al fenomeno della pirateria.

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