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Confmare, anche Laghezza frena / COLLOQUIO

Genova - A pochi giorni dalla presentazione ufficiale di Confmare - la confederazione che riunisce le associazioni di shipping, logistica e trasporti in seno a Confcommercio - non si arrestano le perplessità su quella che è stata definita dai padri fondatori come la «casa comune del mare».

Genova - Dubbi e scetticismo. A pochi giorni dalla presentazione ufficiale di Confmare - la confederazione che riunisce le associazioni di shipping, logistica e trasporti in seno a Confcommercio - non si arrestano le perplessità su quella che è stata definita dai padri fondatori come la «casa comune del mare».

Dopo l’attacco del terminalista campano Agostino Gallozzi - che intervistato dal Secolo XIX/The MediTelegraph si è schierato apertamente a favore di Confindustria -, le critiche arrivano questa volta da chi, come il presidente degli spedizionieri spezzini Alessandro Laghezza, probabilmente aderirà alla nuova confederazione che «tuttavia, così com’è, non sarà in grado di fare molta strada visto che manca ancora il sostegno di terminalisti e armatori». «Il mio timore - prosegue - è quello che Confmare possa rappresentare unicamente le categorie che nel settore marittimo e della logistica offrono servizi, senza avere l’appoggio della parte industriale del comparto shipping».

Lo scorso 13 dicembre, a Roma, il presidente degli agenti marittimi italiani Gian Enzo Duci ha assunto il ruolo di coordinatore della confederazione. Nel 2018 sarà formato un direttivo di Confmare che avrà il compito di rappresentare le varie categorie che appoggiano il sodalizio nato in seno a Confcommercio. All’intero della nuova realtà coordinata dagli agenti marittimi italiani - al momento - non sono invece nate Confarmatori o super-Fedarlinea, cioè i due soggetti ipotizzati nei mesi scorsi, che avrebbero dovuto presentare un’alternativa a Confitarma (la confederazione degli armatori italiani di Confindustria). Ma Confmare rischia di sovrapporsi anche ad altre due associazioni da sempre legate al mondo industriale: Assiterminal, che rappresenta i terminalisti italiani, e Confetra per quanto riguarda l’intero comparto della logistica.

«Una competizione a livello associativo - prosegue Laghezza - è uno dei principali rischi da evitare. Lo dico da membro del direttivo di Fedespedi (l’associazione degli spedizionieri italiani, ndr), ma soprattutto da componente della giunta di Confetra. Senza collaborazione, infatti, il risultato sarà solo quello di spaccare un settore che già fatica a ricevere le giuste attenzioni da parte della politica nazionale». «Il mondo dei trasporti marittimi - chiude l’operatore spezzino - ha necessità urgente di una rappresentanza politico-associativa forte, in grado di rilanciare con decisione, anche e specialmente con il nuovo governo che scaturirà dalle elezioni 2018, il tema della logistica, dei trasporti marittimi e dei porti come centrale e strategico per il rilancio del nostro Paese. Ma senza un’adeguata rappresentanza, Confmare non potrà mai spiccare il volo».

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