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Nel mirino di Trump dieci navi che fanno affari con la Corea del Nord

Genova - Il Consiglio di sicurezza dell’Onu, a inizio anno, ha vietato il commercio di carbone, ferro e altri minerali, con l’obiettivo di ostacolare i programmi missilistici e nucleari di Pyongyang.

Genvoa - Gli Stati Uniti hanno chiesto al Consiglio di sicurezza dell’Onu di aggiungere dieci navi che trasportano merci da e per la Corea del Nord alla lista di quelle bandite nei porti internazionali.

La scadenza per il voto, nei gironi scorsi, è stata posticipata al prossimo 28 dicembre. Le unità nel mirino delle sanzioni, soprattutto petroliere, comprendono anche due cargo battenti bandiera di Hong Kong e due della Corea del Nord. La Cina ha però frenato sulla richiesta degli Usa spiegando che ha bisogno di più tempo per esaminare il dossier. La decisione di Pechino di rinviare il voto coincide anche con la diffusione di una bozza di risoluzione Usa con nuove sanzioni sulle forniture di petrolio per Pyongyang.

Il Consiglio di sicurezza dell’Onu, a inizio anno, ha vietato il commercio di carbone, ferro e altri minerali, con l’obiettivo di ostacolare i programmi missilistici e nucleari di Pyongyang. Per quanto riguarda invece il petrolio, il Consiglio dell’Onu ha approvato un netto taglio alle importazioni di greggio fissando un massimo di due milioni di barili l’anno. Se la proposta dovesse passare, le dieci navi nel mirino degli Usa non potranno più scalare alcun porto internazionale.

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