SERVICES

Gli armatori tornano a comprare navi

Genova - Nel 2017 gli ordini per la costruzione di nuove navi (rinfusiere con portata lorda uguale o superiore alle 20 mila tonnellate, cisterne con portata lorda uguale o superiore alle 30 mila, unità portacontenitori con capacità superiore ai 500 teu) sono stati in totale 411, a fronte dei 166 dell’anno precedente

Genova - Nel 2017 gli ordini per la costruzione di nuove navi (rinfusiere con portata lorda uguale o superiore alle 20 mila tonnellate, cisterne con portata lorda uguale o superiore alle 30 mila, unità portacontenitori con capacità superiore ai 500 teu) sono stati in totale 411, a fronte dei 166 dell’anno precedente. In sostanza, rilevano i broker di Banchero Costa nel loro rapporto settimanale, gli ordini dello scorso anno sono stati 2,5 volte superiori a quelli del 2016: «Tuttavia - si legge nel rapporto - l’industria cantieristica deve ancora fare i conti con tempi difficili, perché il volume degli ordini rimane ancora sensibilmente sotto al picco delle 1.562 unità del 2013, o anche alle 1.269 del 2015. Mentre infatti una maggiore fiducia nel mercato sta spingendo gli ordini per certi tipi di portarinfuse, il fattore finanziario continua a essere limitante, dovendo le banche europee ancora gestire sofferenze provenienti dal settore del trasporto marittimo, con il risultato che le compagnie di medie dimensioni ottengono finanziamento con difficoltà».

Nel settore container, dopo la flessione del 2016 dovuta alla sovra-capacità della flotta globale, lo scorso anno le compagnie del settore hanno ordinato nuove navi per una capacità complessiva di 671 mila teu, a fronte dei 280 mila teu dell’anno precedente, secondo i dati della società di analisi francese Alphaliner. Delle 109 unità ordinate lo scorso anno, 83 hanno capacità unitaria sotto i 3.000 teu. Emergono in particolare i 20 ordini per navi con capacità unitaria pari o superiore ai 18 mila teu - a fronte dei 0 ordini del 2016 - con compagnie che hanno siglato contratti per unità da 22 mila teu, come la svizzera Msc e la francese Cma Cgm.

Anche in questo caso però, Alphaliner sottolinea come il volume degli ordini del 2017 sia tutto sommato ridotto se lo si confronta con quello del 2015, quando entrarono nella flotta globale navi per una capacità complessiva di 2,2 milioni di teu, di cui 56 unità con capacità uguale o superiore ai 18 mila teu. Il ritorno agli ordini è determinato anche, notano da Allied Shipbroking, da un atteggiamento «leggermente più speculativo» nel settore delle rinfuse secche, grazie alla ripresa dei noli registrata nel 2017, mentre la crescita sul fronte delle cisterne è più «di carattere opportunistico» dicono i broker greci, grazie ai vantaggiosi prezzi di costruzione offerti dai cantieri navali.

Guardando la progressione dei principali Paesi costruttori negli ultimi cinque anni, illustrata dal rapporto Banchero Costa, si vede come la Cina, dopo che nel 2015 venne avvicinata dal Giappone come prima nazione cantieristica mondiale (508 unità a 475, dato spinto da 332 ordini per rinfusiere) oggi ha riacquistato il primato mondiale: 198 unità contro le 112 della Corea del Sud, che limitatamente alle cisterne è però il primo costruttore mondiale, così come nel segmento delle portacontainer di maggiori dimensioni.

Il mercato è dominato dai tre big del settore: Cina (48% del totale degli ordini, pervenuti a 27 cantieri, a fronte dei 45 cantieri del 2015); Corea del Sud (27% a nove cantieri); Giappone (8,7% a 13 cantieri). Va però notato che mentre nel 2016 gli ordini fuori dai tre Paesi furono solo quattro, lo scorso anno sono cresciuti a 65, cioè il 15,8% del totale, quota mai così alta negli ultimi cinque anni.

Hai poco tempo?

Ricevi le notizie più importanti della settimana

Iscriviti ››