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Puccio (Abs): «I nostri sforzi per sostenere lo shipping “verde”» / INTERVISTA

Genova - Parla Paolo Puccio, country manager per l’Italia dell’American Bureau of Shipping (Abs), terza società di classificazione al mondo per gross tonnage con una quota-mercato del 17,7%, alle spalle di Dnv/Gl (19,6%) e Nkk (18%).

Genova - Se il futuro del trasporto marittimo sarà sempre più “green” («e i segnali che arrivano dal mercato sono inequivocabili»), gli enti che classificano e certificano le navi non potranno che anticipare e, nel migliore dei casi, favorire le scelte degli armatori. Ne è convinto Paolo Puccio, country manager per l’Italia dell’American Bureau of Shipping (Abs), terza società di classificazione al mondo per gross tonnage con una quota-mercato del 17,7%, alle spalle di Dnv/Gl (19,6%) e Nkk (18%).

Fondato nel 1862, sede europea a Londra, oggi Abs occupa 4.000 persone in tutto il mondo e ha la sua filiale italiana a Genova, nel cuore del Porto Antico. «In Italia – spiega Puccio – siamo presenti dal Dopoguerra, quando fu inaugurato l’ufficio triestino. Oggi siamo il secondo registro in termini di flotta, dopo il Rina. Con lo stesso Rina, peraltro, abbiamo un eccellente rapporto di collaborazione: molte navi hanno una doppia certificazione, nostra e loro». A Genova l’Abs ha gli uffici amministrativi, tecnici e di ispettorato. «Siamo una struttura indipendente, nel senso che possiamo operare senza autorizzazioni di persone o enti terzi. L’indipendenza, in questo settore, è un grande valore aggiunto. Abbiamo stazioni operative a Trieste, Bergamo e Brescia e ispettori a Livorno, La Spezia e Napoli. La struttura è decisamente agile: dal punto di vista geografico copriamo le aree più strategiche del Paese».

Di recente i ministeri dei Trasporti e dell’Ambiente hanno riconosciuto Abs come “organismo delegato allo svolgimento di certificazione statutaria per le navi registrate in Italia rientranti nel campo di applicazione delle convenzioni internazionali”. Un atto non solo formale, che consentirà ad Abs di rientrare in un mercato dal quale mancava da diversi anni. «È chiaro che il nostro obiettivo, adesso, è la singola classe per navi di bandiera italiana», dice Puccio. Malgrado l’armamento tricolore non stia vivendo un momento di particolare gloria, Abs crede nello sviluppo del mercato. Soprattutto sul fronte dell’ambiente: «Abs è un ente di classificazione marittima quasi “puro”, considerato che l’impegno industriale è minimo e in gran parte orientato a offrire un supporto alla parte navale. Proprio per questo motivo, abbiamo sempre investito in ricerca e sviluppo, mettendo a disposizione dei clienti professionalità di livello assoluto. Penso alla ricerca in campo energetico, per esempio: lo sviluppo delle batterie a idrogeno è una delle nostre principali attività. Ma Abs è presente, con team dedicati, anche nel campo dell’eolico offshore, della propulsione a gas naturale liquefatto, nel dual fuel».

«Il primo obiettivo del trasporto marittimo, oggi, è l’abbattimento delle emissioni. La sensibilità degli armatori è molto diffusa, e non solo per una questione di risparmio economico. C’è, per fortuna, la consapevolezza che rispettare l’ambiente è una scelta che non può più essere rimandata. Da parte nostra - conclude Puccio - sentiamo il dovere di accompagnare l’armatore verso questi obiettivi. Dalla propulsione ibrida a quella elettrica, non esiste campo nel quale Abs non sia impegnato». Anche in Italia? «Certamente. Il nostro Paese, per fortuna, non fa eccezione».

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