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E’ morto l’armatore genovese Alberto Cameli

Genova - E’ morto l’armatore genovese Alberto Cameli. I funerali si svolgeranno a Roma lunedì 19 marzo.

Genova - E’ morto l’armatore genovese Alberto Cameli. I funerali si svolgeranno a Roma lunedì 19 marzo, nella Chiesa Gran Madre di Dio in zona Ponte Milvio, alle ore 10.30.

Chi era
Con Sebastiano, scomparso nel 2011, aveva ereditato un impero nel novembre del 1980, alla morte del padre Filippo che aveva curato soprattutto la Conceria Bocciardo e il business petrolifero in società con i Garrone. Poco prima di morire aveva però acquistato una piccola finanziaria di origine triestina, la Gerolimich, quotata in Borsa. La società fu affidata dai due fratelli a Luigi Regis Milano, manager ambizioso che sarebbe cresciuto fino a diventare socio paritario. Con società satelliti, in Olanda e nelle Antille Olandesi, i Cameli acquistarono partite di petrolio ben superiori alle capacità di raffinazione del gruppo, spuntando prezzi eccellenti e rivendendo il greggio trasportato sulle petroliere della compagnia di famiglia al momento propizio al miglior offerente. L’impero dei Cameli, nel momento di massimo splendore, era diventato un gruppo con cinque società quotate - Gerolimich, Nai (che era stata di Paolo Mantovani e poi di Glauco Lolli Ghetti), Rodriquez, Unione Manifatture e Unipar -, 3.500 miliardi di fatturato aggregato e 5.000 dipendenti. All’interno di questa galassia, la Nai cambia pelle e nel 1989 torna in attivo, dopo dieci anni.
Venduta l’ultima nave cisterna Vlcc, la compagnia ormai ha una flotta diversificata, che comprende anche rinfusiere, unità di supporto logistico e piattaforme petrolifere. Nulla sembra poter fermare l’ascesa dei fratelli Cameli: Sebastiano esce con l’assoluzione in appello da un processo per corruzione legato alla raffineria di Marina di Melilli, alle porte di Siracusa, e l’arresto nel lontano 1982 all’aeroporto di Genova sembra ormai essere un ricordo sbiadito.
Nel 1991 la Nai è addirittura pronta per entrare nel settore crocieristico, con la gestione delle otto navi della Renaissance Cruises, recentemente acquisita dagli industriali genovesi.
La Consob ammette l’anno successivo il ritorno del titolo Nai in Borsa, ma la sfida dei Cameli al colosso Montedison per ottenere il controllo dell’industria chimica Sir porta la famiglia genovese alla fine della sua avventura imprenditoriale, proprio quando nessuno avrebbe scommesso sulla fine dell’ascesa della famiglia di armatori. Sebastiano. I Cameli offrono per la Sir 143,5 miliardi, ma non bastano. Dopo aver perso la sfida con Montedison, i gioielli della famiglia vengono messi in vendita, e con questi la Nai, acquisita dall’armatore marchigiano Corrado Arturo Montanari nel 1997. La Nai cessa di esistere appena un anno più tardi, nel ‘98, trasformata in Navigazione Montanari: con la fine della compagnia, la storia delle petroliere si allontana da Genova, mentre i fratelli Cameli si ritirano dalla scena armatoriale e dal panorama economico.
Cameli lascia la moglie Daniela Bianchi , attrice di fama mondiale (recitò al fianco di Sean Connery nel celeberrimo “Dalla Russia con amore”) e il figlio Filippo

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