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«Politiche verdi? Copiate dal Mar Baltico» / IL COLLOQUIO

Civitavecchia - «Money, money, money»: Brian Simpson, il coordinatore europeo delle Autostrade del Mare (Motorways of the Seas, MoS), è netto quando elenca le priorità necessarie allo sviluppo del settore. Servono soldi, «forse non più di quelli che già oggi l’Europa destina, non è un problema di maggiori risorse. È che bisogna spenderle meglio»

Civitavecchia - «Money, money, money»: Brian Simpson, il coordinatore europeo delle Autostrade del Mare (Motorways of the Seas, MoS), è netto quando elenca le priorità necessarie allo sviluppo del settore. Servono soldi, «forse non più di quelli che già oggi l’Europa destina, non è un problema di maggiori risorse. È che bisogna spenderle meglio».

Per Simpson significa che è necessario «distribuire i soldi in modo migliore, anche all’interno dei corridoi Ten-T». Vuol dire che per la strategia dell’Europa la ferrovia è importante, ma deve guardare anche al mare: «Con il potenziale che potremmo esprimere in termini ambientali e di maggiori volumi della merce, con più soldi potremmo fare meglio. È un investimento, più che una spesa».

Nel quadro delle MoS, l’Italia «gioca un ruolo cruciale - spiega ancora Simpson -. Pensate ai porti italiani e agli armatori come Grimaldi, che sono molto attivi. Anche il governo ha sempre spinto per il settore, anche se ora sul fronte politico c’è un po’ di incertezza. Nel passato però l’attivismo del vostro Paese ha portato l’Italia in una situazione di vantaggio rispetto ad altre nazioni». Nel settore marittimo stanno per piombare le nuove regole che impongono carburanti “verdi” con un tenore di zolfo molto minore: «L’impatto sarà significativo - dice ancora Simpson -. Tutta la filiera sarà colpita dal provvedimento: porti, armatori e il sistema logistico. Nel Mediterraneo avete però un vantaggio: arrivate dopo il Baltico e quindi da loro potete imparare. Non dovete inventare nulla: guardate cosa hanno fatto nel Baltico, anche a livello di minimizzazione dei problemi, e replicatelo».

Il trasporto marittimo per Simpson deve rimanere una priorità per l’Europa: «Dal mare passa il 40% delle merce destinata al mercato interno e il 75% dell’export. Nel Continente ci sono 800 rotte ro/ro e container. L’Europa ci dia i soldi per sviluppare il nostro settore». Tuona il MoS Coordinator, anche se è consapevole che il peso politico non è molto, perché «containers don’t vote»: i container non votano.

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