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Bollorè, prorogato stato di fermo

Parigi - In un comunicato, ieri, il gruppo Bollorè ha «formalmente» smentito di aver commesso irregolarità din Africa.

Prorogato lo stato di fermo nei confronti dell’imprenditore francese Vincent Bollorè, sospettato di corruzione per ottenere concessioni portuali in Togo e Guinea. Lo si apprende da fonti giudiziarie. Oltre all’industriale e miliardario, che ha 66 anni, altri due dirigenti del gruppo sono sotto interrogatorio alla procura di Nanterre, vicino a Parigi: il responsabile del polo internazionale di Havas e il direttore generale del gruppo Bollorè. Francis Perez, presidente del gruppo Pefaco, società specializzata nel settore alberghiero e molto presente in Africa, è anche lui in stato di fermo da ieri.

I giudici istruttori - secondo quanto si è appreso - stanno cercando di capire se il gruppo Bollorè abbia utilizzato le attività del braccio «politico» della sua filiale Havas per operare a favore di alcuni leader locali e vedersi in cambio attribuire la gestione di porti a Lomè e Conakry, attraverso la Bollorè Africa Logistics. In un comunicato, ieri, il gruppo Bollorè ha «formalmente» smentito di aver commesso irregolarità din Africa. Al centro dell’inchiesta, avviata dopo le denunce di un ex socio franco-spagnolo di Bollorè, Jacques Dupuydauby, c’è l’assistenza prodigata nel 2010 da Havas nel corso delle campagne presidenziali vincenti di Alpha COndè in Guinea e di Faure Gnassingbè in Togo. Entrambi fecero ricorso all’aiuto di Havas, guidata da Jean-Philippe Dorent

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