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Libia, Noc: terminal di Sidra e Ras Lanuf a rischio disastro ambientale

Tripoli - La mega-cisterna è stata significativamente danneggiata nell’ incursione armata delle milizie.

Tripoli - La Compagnia petrolifera nazionale libica (Noc), confermando indirettamente che il capo milizia Ibrahim Jadhran controlla due strategici terminal di Sidra e Ras Lanuf, ha messo in guardia da un possibile «disastro ambientale» causato da questa incursione. Il Noc, in un comunicato, conferma che una mega-cisterna, la «n.12» a Ras Lanuf , «è stata significativamente danneggiata» nell’ «incursione armata» e «chiede l’incondizionato e immediato ritiro della milizia che opera sotto la guida di Ibrahim Jadhran per prevenire un disastro ambientale e ulteriori distruzioni di infrastrutture-chiave». Altri danni «potrebbero avere un enorme impatto sul settore petrolifero libico e nell’economia nazionale», avverte la Noc che già giovedì aveva indicato in circa 240 mila barili al giorno la perdita di produzione di greggio provocata dall’attacco della milizia di Jadhran.

Le perdite economiche vengono stimate in 800 milioni di dollari al mese, come ha detto il presidente del Noc, Mustafa Sanalla, in un video segnalato dal sito Alwasat giovedì. La presa dei terminal petroliferi era avvenuta quel giorno ed era stata data per certa da un sito di notizie mentre il generale Khalifa Haftar, finora al controllo degli impianti, aveva ridimensionato l’attacco facendo parlare l’ufficio stampa delle sue forze armate solo di «infiltrazioni» di ribelli. Jadhran è un ex-capo delle Guardie degli impianti petroliferi (Pfg) nella Regione centrale libica che aveva bloccato i terminal ma era stato scacciato da Haftar nel settembre 2016. Il Noc l’altro ieri ha chiuso Sidra e Ras Lanuf, i due principali porti petroliferi della Libia, ed ha fatto allontanare i propri dipendenti per cause di «forza maggiore». Nel comunicato emesso oggi la compagnia fra l’altro esorta a tener fuori gli impianti petroliferi dalle contese politiche e militari perché sono «cruciali per la futura prosperità del Paese».

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