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Marittimi: gli strumenti per il censimento / ANALISI

Genova - A più riprese negli ultimi mesi è stata sollevata dalle parti sociali la necessità di un censimento dei marittimi italiani, dei quali non si conosce con esattezza il numero. Tecnicamente, esistono almeno due meccanismi per poter dare il quadro della situazione, se opportunamente interrogati

Genova - A più riprese negli ultimi mesi è stata sollevata dalle parti sociali la necessità di un censimento dei marittimi italiani, dei quali non si conosce con esattezza il numero. Tecnicamente, esistono almeno due meccanismi per poter dare il quadro della situazione, se opportunamente interrogati.

CABOTAGGIO

Per quanto riguarda le navi che fanno cabotaggio e iscritte a Registro internazionale, il dl 221/2016 prevede ispezioni nei porti da parte delle Capitanerie, e una successiva relazione del ministero dei Trasporti al Parlamento. Il sindacato autonomo Federmar ha fatto una richiesta di accesso agli atti, ottenendo una risposta dalla direzione Porti del Mit, che assicura sul fatto che le ispezioni sono in corso e che la relazione sarà regolarmente predisposta, benché dai due rami del Parlamento non siano invece prevenute risposte.

IL SISTEMA UNIMARE

Per inquadrare il numero dei marittimi oltre il cabotaggio, fonti di settore segnalano che un meccanismo potrebbe essere Unimare, piattaforma del ministero del Lavoro che armatori e società d’armamento devono compilare il 20 di ogni mese per comunicare a fini Inps e Inail la situazione degli equipaggi. La piattaforma è gestita dagli uffici collocamento della Gente di mare presso le Capitanerie di porto - uffici che non dipendono funzionalmente dal Mit, ma dal Mlps.

LA FOTOGRAFIA

Ogni mese quindi viene chiesta dal ministero la situazione dei rapporti di lavoro avviati e conclusi. Il sistema chiede la compilazione via Internet di più campi: datore di lavoro, nave su cui viene prestato il servizio, tipologia e luogo di stipula del contratto, qualifica professionale assegnata al momento dell’assunzione, trattamento economico e normativo. Il sistema è speculare a quello Unilav utilizzato dai datori di lavoro “a terra” e come questo attivato nel 2008.

IL CASO DEI MARITTIMI

A parte una quota residuale che opera in Continuità di rapporto di lavoro (Crl, equivalente del contratto a tempo indeterminato a terra), i marittimi hanno contratti a tempo determinato, che si risolvono con lo sbarco. Mediamente, un marittimo italiano imbarca 4 mesi e riposa per 2. Una campionatura biennale su Unimare potrebbe quindi fotografare tutta la forza-lavoro marittima italiana attiva, escludendo i soggetti che magari sono iscritti ai registri della Gente di mare ma non esercitano la professione. In buona sostanza, un sistema di questo genere risponderebbe alla domanda su quanti siano i marittimi regolarmente imbarcati sotto bandiera italiana (italiani e stranieri), ma anche quanto siano i lavoratori che nonostante le (costose) qualifiche professionali necessarie alla navigazione si imbarcano per periodi insufficienti a garantire un reddito, o sono esclusi dal mercato marittimo italiano.

I DUBBI

Per Maurizio Colombai, responsabile Trasporto marittimo Filt Cgil, Unimare «è un punto da dove partire benché la fotografia non farebbe comprendere i perché dei marittimi che rimangono a terra». Non aiuta il fatto che talvolta i registri non siano aggiornati: «È successo - dice Paolo Fantappiè, segretario nazionale marittimi Uiltrasporti - di trovare la stessa persona registrata contemporaneamente in due porti diversi. Qualche riunione su questo è stata fatta, ma stiamo aspettando di confrontarci col nuovo governo, mentre siamo fermi sul progetto della Borsa telematica, che darebbe riscontro istantaneo sulla domanda e offerta di lavoro marittimo in Italia». «La nuova anagrafe nazionale della Gente di mare - dicono dalla Fit Cisl - dovrebbe contenere tutte le certificazioni in corso di validità in possesso di ogni singolo marittimo, per consentire che sia l’azienda che la capitaneria di porto, al momento della stipula di convenzioni di arruolamento, siano a conoscenza dell’effettivo possesso da parte del marittimo dei requisiti necessari in base alle normative. L’assenza di un censimento aggiornato determina una sostanziale incertezza in merito al reale numero di lavoratori marittimi abilitati all’imbarco e in cerca di occupazione».

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