SERVICES

Sanzioni americane all’Iran, traffico marittimo a rischio / IL CASO

Genova - Quando era stato riaperto il collegamento marittimo con l’Iran, sulle banchine del Terminal Spinelli era arrivata tutta la comunità portuale. Si festeggiava il primo approdo dopo sei anni, di Irisl, la compagnia di Stato di Teheran.

Genova - Quando era stato riaperto il collegamento marittimo con l’Iran, sulle banchine del Terminal Spinelli era arrivata tutta la comunità portuale. Si festeggiava il primo approdo dopo sei anni, di Irisl, la compagnia di Stato di Teheran. Il ritorno rischia però di durare poco. «Parto lunedì cercare di capire la situazione, certo le sanzioni pesano già ora e tra un mese sarà ancora peggio». Augusto Cosulich ha prenotato l’aereo per l’Iran: a Teheran aveva uffici, riaperti sull’onda dell’entusiasmo dopo la fine delle sanzioni firmata dal presidente Obama. Ora con Trump la musica è cambiata e tra un mese esatto, scatteranno le nuove disposizioni degli Usa che limiteranno il commercio con gli altri Paesi. Compresa l’Italia: «Ma per noi è un danno gravissimo: pensate ai tanti contratti che le aziende italiane stavano per chiudere...» si rammarica Cosulich che degli iraniani è agente in Italia e in diversi stati europei.

Era stato lui a portare ormai due anni fa, le navi di Irisl a Genova: «Valgono 50 mila contenitori all’anno». Un traffico che il porto rischia di perdere, quando tra un mese i commerci con l’Iran diventeranno impossibili. «Abbiamo dovuto già chiudere l’ufficio bunker del nostro gruppo a Teheran» spiega Cosulich. «Stava andando bene, ma con le sanzioni non si potrà continuare». L’Iran sta cercando diverse soluzioni per aggirare il blocco di Trump. Irisl ha annunciato, ad esempio, la costituzione di una joint venture con Pechino che porta in dote una nuova compagnia marittima di diritto cinese, ma con la nuova flotta iraniana. Si chiama Reach Shipping Line e schiera le quattro portacontainer nuove di zecca da 14 mila teu ordinate da Irisl. Lo stesso schema viene riproposto anche sul fronte delle petroliere: l’export di greggio per l’Iran è vitale e dopo il crollo della produzione di agosto, per garantire un flusso adeguato ai pochi partner commerciali rimasti, Teheran ha deciso di cambiare nome, e insegne, alle petroliere.

Hai poco tempo?

Ricevi le notizie più importanti della settimana

Iscriviti ››