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Traghetti e sovvenzioni statali, si riaccende lo scontro Grimaldi-Onorato

Atene - «Credo che il governo dovrebbe rivedere i contributi per la continuità territoriale di cui oggi beneficiano Tirrenia e le ex controllate dello Stato sulle rotte regionali. In un momento in cui giustamente si destinano risorse per un Paese che ha cinque milioni di poveri in più rispetto a 10 anni fa, quei 200-300 milioni l’anno dovrebbero essere destinati diversamente», dice Manuel Grimaldi.

Atene - Nuovi ordini in vista per circa un miliardo di euro per la flotta del gruppo Grimaldi, che si appresta a chiudere il 2018 con un utile tra 200 e 250 milioni a fronte di un fatturato di tre miliardi (il 10% determinato da traffico passeggeri). A margine della conferenza Euromed di Atene, nella quale la compagnia riunisce dipendenti e agenti che operano nel settore delle Autostrade del mare (oltre 100 linee passeggeri-merci e quattro milioni di persone trasportate, cinque obiettivo 2019), l’ad Manuel Grimaldi rivela che «una squadra di tecnici e ingegneri sta mettendo a punto un’evoluzione delle nostre navi per il trasporto di container e rotabili, per ordinare almeno cinque-sei nuove unità. Saranno le più grandi della nostra flotta. Inoltre valutiamo l’evoluzione della classe Star, che chiameremo Superstar, cioè i nostri maggiori traghetti che oggi navigano per Finnlines e nel Mediterraneo, le cui prime unità vennero realizzate da Fincantieri. L’idea è costruirne almeno quattro, il prossimo anno potremo formalizzare l’ordine. Per i multipurpose non c’è possibilità di ordinarli in Europa, mentre i ro-pax hanno possibilità al 30-40%. Penso a Fincantieri, ovviamente, ma ci sono anche altre opzioni: Visentini, i cantieri tedeschi, quelli francesi».

Un ordine che si aggiunge alla commessa da 100 milioni per il 2019 presso Fincantieri Palermo che prevede l’allungamento dei traghetti “Cruise Roma” e “Cruise Barcellona” per l’inserimento delle batterie al litio (che permetteranno alle navi di spegnere i motori in porto, evitando l’emissione di fumi inquinanti) e contestuale alle 19 unità in costruzione in Cina: 12 navi per il trasporto di rotabili (anch’esse con batterie al litio) e sette navi-garage, con consegna entro il 2020 (quest’anno sono sei le navi entrate in flotta nel 2018).

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Flotta verde
A questo piano di investimenti, si affianca un intervento di green retrofit su tutta la flotta, che prevede la stesura di vernici al silicone ecocompatibili, la revisione dei sistemi di propulsione e l’installazione di scrubber: «Investire nell’ambiente è una necessità, perché tutti stiamo facendo esperienza dei cambiamenti climatici: se posso riportare una nota personale, trovo impressionante che oggi nel Baltico in estate possa riuscire a fare più caldo che nelle Isole del Golfo di Napoli. È poi una questione di ordine economico, visto che allo stato attuale il carburante pesa per due volte e mezzo sui costi operativi rispetto al personale». All’Euromed i temi ambientali hanno tenuto banco, con gli interventi tra gli altri di Ugo Salerno, numero uno del Rina, e di Mikael Makinen, presidente della divisione Marine del gruppo Rolls Royce, che ha ricordato come allo stato attuale, cioè a poco più di un anno dall’entrata in vigore del limite allo 0,5% di zolfo nelle emissioni delle navi previsto dall’Imo, circa il 90% degli armatori globali non hanno ancora piani chiari per raggiungere questo obiettivo, principalmente per motivi di ordine economico. Grimaldi appartiene al partito di chi non vuole dilazioni sulla data-limite, ma è convinto sulla necessità di non multare gli armatori che non potranno approvvigionarsi di carburante a basso contenuto di zolfo perché operativi in aree geografiche dove manca la disponibilità di questo combustibile. Per il resto, «sarà importante cambiare l’approccio: ci sono alcuni settori come i traghetti a corto raggio dove l’elettricità può funzionare, altri settori come quello passeggeri che privilegeranno il gas, e così via. Certo è che bisognerà vedere l’insieme: se il gas ad esempio è poco inquinante, certamente non lo è la sua catena logistica. L’elettricità è pulita? Dipende come viene prodotta, e così via. Vernici, eliche, pannelli solari e batterie aiuteranno la nave stessa a essere di per sé meno inquinante».

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Il dossier marittimi
Sul fronte della responsabilità sociale, Grimaldi ha pubblicato giovedì la composizione delle flotte aggiungendo di voler superare il protocollo di Atene e avere nelle rotte comunitarie personale interamente europeo, con prevalenza della nazionalità della bandiera battuta dalla nave: «Abbiamo ancora una quarantina di extracomunitari, conto entro la fine dell’anno di sostituirli con italiani, altrimenti con personale comunitario. Anche sulle rotte internazionali impieghiamo 5.000 marittimi comunitari, contro i 500 cui saremmo tenuti per legge. Siamo la quarta flotta europea per dimensioni, la prima per personale impiegato». Inevitabile su questo fronte la polemica con l’armatore Vincenzo Onorato: «Credo che il governo dovrebbe rivedere i contributi per la continuità territoriale di cui oggi beneficiano Tirrenia e le ex controllate dello Stato sulle rotte regionali. In un momento in cui giustamente si destinano risorse per un Paese che ha cinque milioni di poveri in più rispetto a 10 anni fa, quei 200-300 milioni l’anno dovrebbero essere destinati diversamente. Impensabile che i collegamenti con l’Elba beneficino di 20 milioni l’anno, la stessa cifra che la Grecia destina ai collegamenti dell’arcipelago più grande d’Europa. Io sono per la soluzione spagnola: i residenti delle isole viaggiano gratis, senza avere l’obbligo di dover scegliere per forza una singola compagnia. Per questo abbiamo offerto viaggi gratis ai sardi per l’equivalente della metà dei contributi versati dallo Stato a Onorato, che tra l’altro non ha mai fatto una gara per averli».

Pronta la replica di Onorato: «Questa battaglia nasce perchè difendo marittimi italiani. Alla scadenza della convenzione nel 2020 non avrò difficoltà a confrontarmi con il governo sulle formule di rapporto che saranno scelte. Ogni scelta per me non potrà tuttavia prescindere dal principio di base: la tutela dei marittimi italiani sulle rotte del cabotaggio nazionale»

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