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Merlo: «Sportello unico, non perdiamo altro tempo» / INTERVISTA

Genova - Lo scorso luglio, l’assemblea di Federlogistica-Conftrasporto ha eletto Merlo alla presidenza. Dopo avere lasciato la guida del porto di Genova, Merlo è stato consulente dell’ex ministro dei Trasporti, Graziano Delrio e poi manager della compagnia Msc.

Genova - Il sistema logistico italiano deve ripartire dai progetti che negli ultimi anni non sono mai stati portati a termine. «A partire dalla piena realizzazione dello Sportello unico doganale», dice Luigi Merlo, presidente di Federlogistica-Conftrasporto.

Lo scorso luglio, l’assemblea di Federlogistica-Conftrasporto ha eletto Merlo alla presidenza. Dopo avere lasciato la guida del porto di Genova, Merlo è stato consulente dell’ex ministro dei Trasporti, Graziano Delrio e poi manager della compagnia Msc. I quattro vice presidenti che affiancano Merlo all’interno dell’associazione sono Maria Laura Cantarelli, responsabile delle relazioni esterne di Amazon Italia; Antonio Paoletti, presidente di Confcommercio Trieste; Andrea Morandi, presidente di Adriatic Service Enterprice e Luciano Guerrieri, presidente Porto Livorno 2000. Fanno, inoltre, parte del Consiglio Riccardo Berretti, Daniele Ciulli, Davide Gaggero, Alessandro Laghezza, Salvatore Lo Rè, Francesco Pagni, Enzo Pompilio, Massimo Sapienza, Matteo Savelli e Franco Rossi.

Per quale motivo è necessario accelerare sullo Sportello unico?

«Per agevolare lo sdoganamento delle merci in banchina, ridurre i costi e pure i tempi. Più in generale per essere più competitivi e permettere ai porti nazionali di attrarre sempre più traffici».

L’idea di trasformare le Autorità di sistema portuale in Spa non piace a Federlogistica. Per quale motivo?

«Peggiorerebbe solo la situazione. Anche nel confronto con l’Europa su tasse e aiuti di Stato. Le Authority, per lavorare meglio ed essere più efficienti, hanno bisogno di avere meno burocrazia al loro interno per essere di conseguenza più snelle ed efficienti».

Va anche rivisto il capitolo che riguarda le concessioni portuali?

«Assolutamente sì. Gli affidamenti non possono essere diversi da porto a porto. Ci devono essere canoni uguali per tutti gli scali italiani, non è più possibile avere affidamenti differenti tra loro da un porto a un altro: sia per quanto riguarda i canoni di concessione che vengono inseriti nelle gare che per la durata degli affidamenti».

Siete preoccupati dal possibile blocco allo sviluppo delle infrastrutture da parte del M5S?

«Non è ammissibile che il governo metta in discussione opere come il Terzo valico oppure la Gronda, giusto per fare alcuni esempi. Infrastrutture di questo tipo non solo sono necessarie per lo sviluppo e la crescita dell’intera economia nazionale ma sono anche di vitale importanza se si vuole evitare che il nostro sistema produttivo faccia passi indietro».

Quali sono gli obiettivi di Federlogistica-Conftrasporto?

«In una fase di cambiamento strutturale dell’intero settore del trasporto e della logistica, proponiamo un modello di rappresentanza trasversale che in un’ottica di sistema mette insieme pezzi importanti della filiera logistica. Il progetto nasce dalla consapevolezza di dover rafforzare e innovare gli automatismi di rappresentanza, necessari per analizzare e comprendere la complessa e articolata fase di cambiamento strutturale dell’intero settore del trasporto e della logistica con evidenti ripercussioni sulla sostenibilità ambientale, sulla funzionalità e sull’organizzazione spaziale delle infrastrutture e dei servizi».

Avete nel mirino anche la recente riforma del sistema portuale, giusto?

«Crediamo che sia venuto il momento di fare un tagliando per comprendere ciò che ha funzionato, ciò che le Autorità di sistema portuale non riescono ad attuare ed evidenziare eventuali correttivi apportare. A tal proposito stiamo elaborando una serie di proposte da sottoporre al governo, previo confronto con le parti sociali».

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