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Cisterne ultralight, la svolta per l’Lng è dietro l’angolo

Il passo avanti della tecnologia potrebbe ribaltare finalmente gli equilibri del settore.

Il mondo dei carburanti marittimi si prepara ad una rivoluzione. Un nuovo futuro, infatti, si prospetta per l’Lng e, in particolare, per il suo utilizzo in qualità di “marine fuel”.

Le cisterne Lng saranno presto rimpiazzate da serbatoi “ultralight”, notevolmente più leggeri: un passo avanti dal punto di vista tecnologico che potrebbe rivelarsi decisivo per ribaltare gli equilibri del settore, favorendo una maggiore diffusione del gas naturale liquefatto, da tempo auspicata. A diffondere la notizia è un consorzio guidato dalla “Scorpius Space Launch Company” – società specializzata nella produzione di componenti meccaniche per i motori a propulsioni e fornitore della Nasa - che si è dedicato allo sviluppo di innovative cisterne ultraleggere e compatte realizzate con materiali compositi e destinate all’utilizzo del gas naturale liquefatto in qualità di carburante. L’impiego di questi nuovi serbatoi, grazie ai minori volumi e alla maggiore leggerezza, renderà possibile un taglio molto significativo dei costi relativi al consumo dell’Lng come carburante marittimo, rendendolo quindi molto più appetibile agli occhi degli armatori.

Il gruppo, che include l’American Bureau of Shipping, la OceanFinance e la californiana Scorpius, crede moltissimo nel progetto e - secondo quanto dichiarato dallo stesso presidente e Ceo della Scorpius, Markus Rufer - si pone l’obiettivo ambizioso di vendere una quantità di serbatoi superiore alle 2mila unità nei prossimi dieci anni.

Progettate principalmente per lo shipping a breve e medio raggio, le nuove cisterne verranno sviluppate nei prossimi tre anni nell’ambito del progetto “Space Tech4Sea”, partendo da una base progettuale già esistente e di successo, ampiamente collaudata, ovvero i serbatoi ad alta pressione realizzati dalla Scorpius in altri settori e già testati da oltre duecento clienti, inclusa la Nasa.

«Questa tecnologia offre un prodotto destinato a capovolgere gli equilibri del mercato dei “marine fuels” e che finalmente sbloccherà la potenziale domanda di gas naturale liquefatto come carburante marittimo – sostiene Panayotis Zacharioudakis, direttore generale della OceanFinance – Grazie all’utilizzo della tecnologia composta l’Lng diventerà una scelta convincente per gli armatori. La taglia e il peso delle cisterne attualmente in uso, infatti, riduce notevolmente la capacità di trasporto e aumenta il fabbisogno di forza motrice aggiuntiva, facendo dell’Lng un carburante poco attrattivo».

«Le nuove cisterne saranno più piccole, “corrosion-free” – ovvero sarà eliminato il pericolo di corrosione – e fino all’80% più leggere rispetto a quelle attuali, offrendo quindi un significativo miglioramento nell’operatività e nella spesa sostenuta dalle navi», precisa Rufer.

Il consorzio intravede un florido business per quanto riguarda le nuove costruzioni e la manutenzione delle nuove attrezzature, considerando il fatto che le nuove tecnologie permetteranno di aumentare la capacità di trasporto delle unità. Nell’arco dei prossimi tre anni, il progetto punta a sviluppare una linea di produzione altamente automatizzata per quanto riguarda i nuovi serbatoi che, al momento, vengono ancora realizzati a mano. La classificazione delle cisterne, infine, verrà sviluppata da un team di ingegneri di un centro di sistema dell’American Bureau of Shipping in Grecia.

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