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Grandi navi in Laguna, la soluzione è ancora un mistero

Venezia - Le grandi navi a Venezia non dovranno passare più per il bacino di San Marco. Questo lo chiedono tutti.

Venezia - Le grandi navi a Venezia non dovranno passare più per il bacino di San Marco. Questo lo chiedono tutti. Ma quale sia l’ipotesi progettuale che estrometterà i “giganti del mare” dal canale della Giudecca, passaggio ora obbligato per l’arrivo in Marittima, è ancora un mistero. La novità è che nel nuovo incontro tecnico svoltosi ieri al Ministero delle infrastrutture e dei Trasporti con le principali compagnie crocieristiche «si è registrata unità di intenti - spiega una nota del Mit - sulla necessità di spostare le grandi navi fuori dalla laguna». Ipotesi che non dà una traccia precisa, e che lo stesso ministro Toninelli aveva caldeggiato già alla fine dello scorso agosto: «gradualmente - aveva detto - si dovranno portare tutti i colossi del mare fuori dal perimetro lagunare individuato con il decreto ministeriale del 1985».

Se così fosse si tratterebbe di un nuovo progetto, che farebbe pensare ai piani (già abbandonati) di un eventuale porto off-shore, o di uno spostamento sullo scalo di Chioggia - che sempre in laguna rimane -. Sempre ieri, le compagnie che si riconoscono nella Clia, l’associazione internazionale dell’industria crocieristica, si erano incontrate a Venezia con il sindaco Luigi Brugnaro. Ed è stata riconfermata la soluzione voluta da Cà Farsetti, appoggiata da Regione Veneto e Autorità Portuale: il progetto che punta a spostare le navi sopra 130mila tonnellate a Marghera, e quelle più piccole alla stazione della Marittima, con ingresso alla bocca di Porto di Malamocco e poi il Canale Vittorio Emanuele. Si tratta delle soluzione alla quale aveva dato via libera l’ultimo Comitatone riunitosi su questo tema, nel novembre 2017.

Ora il dicastero di Danilo Toninelli torna a propugnare una via alternativa anche all’ingresso in Laguna. Dopo la comunicazione del Mit, Clia ha espresso «soddisfazione per il percorso avviato dal Ministero», allo scopo «di trovare soluzione alla questione delle Grandi Navi a Venezia». «Uno spirito costruttivo - ha aggiunto l’associazione - indispensabile alla risoluzione dei problemi». Clia ha infine ribadito «l’assoluta disponibilità» degli armatori a collaborare e a dialogare con le istituzioni locali e con il Ministro, ricordando di aver espresso «la disponibilità, la volontà e l’impegno per una rotta alternativa, spostando le grandi navi dal Canale della Giudecca». Manca insomma la decisione finale, in assenza della quale, dati i tempi ravvicinati, la stagione 2019 delle crociere vedrà i giganti del mare transitare anche la prossima estate nel bacino di San Marco

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