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Porti, il caso Cagliari domani al ministero

Genova - Toninelli convoca l’Authority, toccherà a Rixi risolvere il problema: lo scalo in 3 anni ha perso il 70% del traffico.

Genova - Si terrà domani al ministero l’incontro sulla crisi del Porto Canale di Cagliari, convocato dal ministro delle Infrastrutture e trasporti Danilo Toninelli, che ha delegato la vertenza al suo vice Edoardo Rixi. «Negli ultimi tre, quattro anni lo scenario del Mediterraneo è completamente mutato e Cagliari ha perso il 70% dei container», ha ricordato Natale Ditel, segretario dell’Autorità di sistema portuale del Mare di Sardegna, in un incontro che si è tenuto la scorsa settimana a Palazzo Regio, su iniziativa del vicesindaco metropolitano Francesco Lilliu. «Abbiamo dovuto attivare i procedimenti amministrativi per la revoca della concessione. Nel frattempo abbiamo attivato uno scouting internazionale con gruppi cinesi e arabi cui seguirà una gara internazionale: servono infrastrutture in grado di stare la passo col fenomeno del gigantismo navale». La questione è stata portata all’attenzione del ministro giovedì scorso dal presidente della Regione Sardegna Christian Solinas, in occasione dell’incontro a Roma sui collegamenti della continuità territoriale aerea e marittima. Toninelli ha assicurato il massimo impegno per individuare soluzioni alla crisi del porto industriale di Cagliari, che mette a rischio centinaia di posti di lavoro.

Il crollo dei traffici non colpisce soltanto i 400 lavoratori portuali direttamente coinvolti, ma anche altri 300 del’indotto. Lo scenario mediterraneo, al momento, è dominato da Tangeri, Pireo e Valencia, più competitivi rispetto al porto di di Cagliari. Secondo il presidente del Cacip, il consorzio industriale provinciale di Cagliari, Salvatore Mattana, sindaco di Sarroch, «per rendere il porto attrattivo agli occhi degli investitori è fondamentale la creazione della zona franca doganale».

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