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Basta un quarto d’ora per mandare in tilt un porto

Genova - L’esperimento dell’esperto informatico Cuozzo: attraverso siti internet totalmente legali è possibile prendere possesso dei sistemi di segnalamento.

Genova - Porte informatiche aperte, licenze scadute, certificati non aggiornati, password accessibili in memorie esposte a chiunque, operatori telefonici che non fanno le cose a regola d’arte in termini di sicurezza: è da brivido il viaggio nel cyberspazio che i partecipanti al Forum hanno fatto sotto la guida prudente dell’esperto informatico Gianni Cuozzo, amministratore delegato di Exein. Un viaggio che è stato condotto sempre sul filo della legalità, utilizzando strumenti gratuiti e accessibili a tutti su internet e che si è fermato su una soglia che però qualsiasi malintenzionato con una minima esperienza informatica potrebbe superare, provocando potenziali danni alla comunità. Il messaggio di Cuozzo è chiaro: c’è troppa superficialità nel modo in cui trattiamo la sicurezza dei nostri sistemi informatici, soprattutto adesso che, con l’internet delle cose, si può controllare da remoto una quantità sempre maggiore di apparecchi. Lo scorso anno, al Forum, Cuozzo aveva mostrato come sarebbe stato semplice da Genova prendere il controllo di una petroliera in navigazione in quel momento nel mare Adriatico e fermarne i motori. Ieri è stata la volta della centralina di alimentazione di un sistema di segnalazione del traffico marittimo a Genova. Spegnere la centralina avrebbe significato spegnere le luci di segnalazione. «Come nel caso delle auto che si guidano da sole - ha spiegato Cuozzo - anche nello shipping si stanno studiando le navi autonome. I sistemi autonomi si basano sull’intelligenza artificiale, che però segue le indicazioni che le arrivano dall’esterno. Le automobili, ad esempio, fanno analisi ambientale grazie a sensori che percepiscono quello che c’è sulla strada e calcolano il tragitto corretto da percorrere. Non pensate che un’intelligenza artificiale possa condursi completamente da sola. Ha bisogno, come gli esseri umani, di punti di riferimento che spesso sono segnali, radiofari, radioguide». Di qui l’importanza di proteggere la sicurezza di questi punti di riferimento, soprattutto se sono collegati alla rete. Come il sistema di segnalazione che è stato scoperto da Cuozzo utilizzando semplicemente appositi motori di ricerca. Questi, invece di monitorare le pagine dei siti come ad esempio fa Google, tracciano la presenza di sistemi non protetti. Si può trovare di tutto: dalle webcam di casa con cui si controlla magari il proprio garage o la cameretta dei figli, a apparecchi più complessi che spesso fanno parte di sistemi di gestione di infrastrutture critiche come porti, aeroporti, gasdotti. Di qui la necessità di una maggiore cultura della cybersecurity.

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