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Amazon sbarca a Genova, in porto il nuovo hub logistico

Genova - Via libera di Comune e Autorità portuale al progetto dell’imprenditore Spinelli: «Subito 120 assunzioni. Ma l’area deve essere pronta entro febbraio 2020».

Genova - Esce sollevato dopo un’ora e mezza di riunione, Aldo Spinelli: «Abbiamo il via libera dal sindaco e dal presidente del porto». Marco Bucci, poca voglia di parlare, era andato via poco prima da Palazzo San Giorgio, spiegando di essersi limitato «a giocare a carte» con Paolo Signorini e l’imprenditore genovese. Ma il sindaco scherza questa volta su 120 nuovi posti di lavoro a Genova, che dopo l’incontro di ieri potrebbero essere più vicini. La riunione, cominciata nel tardo pomeriggio, è un passo in avanti per lo sbarco di Amazon nel capoluogo ligure: il progetto era stato anticipato dal Secolo XIX/TheMediTelgraph a ottobre, quando la trattativa tra le due aziende doveva ancora essere chiusa e si stava ancora cercando l’area più adatta su cui far sorgere il nuovo polo. Il gruppo americano ha però confermato la scelta di Genova anche dopo la tragedia del crollo del Ponte Morandi, ritenendo che le difficoltà logistiche possano essere superate. Spinelli e gli americani sono convinti della validità del progetto e dopo l’accordo di ieri, anche Comune e Authority portuale. «Ma entro il 28 febbraio dobbiamo essere operativi» spiega Spinelli: il gruppo genovese garantirà i servizi logistici ad Amazon che avrà così una base più vicina ad un mercato, quello ligure, che risulta in crescita almeno nel settore dei commercio on line. Il nuovo hub del colosso guidato dal miliardario Jeff Bezos, sorgerà sull’area del Centro Servizi Derna. Si tratta di uno spazio di discrete dimensioni, più di 45 mila metri quadri che già oggi sono destinati ad attività di magazzino e logistica: «Per adeguare ai nuovi compiti il Derna, siamo pronti ad investire 7 milioni di euro. Bisogna trasformare quegli spazi per le esigenze di Amazon», spiega ancora Spinelli.

Nuovi posti di lavoro

Le assunzioni previste quando il nuovo polo sarà operativo sono 120, ma sono destinate a crescere sino a 300 nel periodo sotto Natale, quando l’attività registra i picchi: «È ossigeno per Genova e nuove opportunità di lavoro per i giovani». Il terminalista conta di portare così altro traffico a Genova e Amazon potrà invece decongestionare il magazzino di Piacenza, da cui oggi arrivano i pacchi per i liguri, in previsione di continui aumenti di volumi. «Vogliamo intercettare quel traffico, portarlo a Genova e passare da 55 mila colli a più di 90 mila» spiega ancora Spinelli.

Tempi stretti e rischi

Il terminalista genovese è ottimista, pronto a investire dopo aver incassato il via libera politico dal Comune e dall’Authority. «Adesso però bisogna correre: abbiamo un anno di tempo per far nascere il nuovo hub logistico e in questi mesi è necessario che arrivino tutti i permessi della burocrazia. In caso di rallentamenti c’è il rischio che Amazon decida di andare altrove e Genova potrebbe perdere così 120 posti di lavoro». Il contratto firmato con il colosso americano lascia tempo sino all’anno prossimo, ma sulla strada potrebbero piombare nuovi ostacoli: «Mi preoccupano i tempi: bisogna essere veloci con le carte» dice Spinelli. Il clima non è poi così sereno in porto: la guerra delle carte bollate tra i diversi terminalisti genovesi è in corso e se dovesse toccare anche il “progetto Amazon” «finiremmo per perdere investimenti e posti di lavoro» confida preoccupata una fonte dell’Authority. L’area del Derna è in pieno spazio portuale e consente un vantaggio logistico che entrambi i gruppi vorrebbero cogliere

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