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Camalli, dimissioni ai vertici della Culmv

Genova - Lascia il consigliere Federico Pinna, il console Benvenuti respinge la lettera.

Genova - Malumori ai vertici della Compagnia Unica. Il consigliere Federico Pinna, il più votato alle elezioni dello scorso anno con circa 700 preferenze, ha rassegnato le proprie dimissioni dal consiglio della Culmv. La decisione, che al momento è stata respinta dal console dei camalli, Antonio Benvenuti, è stata comunicata da Pinna con una lettera che ha scosso il quartiter generale dei portuali, a San Benigno. Nella missiva, che il Secolo XIX/TheMediTelegraph ha potuto visionare, il consigliere - rivolgendosi ai vertici della cooperativa - scrive che la motivazione di questa decisione presa nasce «dalla mancata e costante poca motivazione nell’effettuare scelte strategiche che potrebbero condizionare il mio prossimo futuro». Pinna, 42 anni iscritto alla Uil, è entrato in Compagnia Unica quasi 25 anni fa quando a guidare la Culmv era il console Paride Batini. Il consigliere della cooperativa, nella lettera, parla di un «costante attacco mediatico/social da un gruppo politicizzato e di una continua discriminazione sociale/sindacale di una sigla». Il tutto, secondo quanto viene riportato nella missiva, porterebbe «sempre più spesso a un malumore». Alle ultime elezioni - che si sono tenute nell’ottobre dello scorso anno per eleggere i vertici della Compagnia Unica del porto di Genova per il triennio 2018-2021 -, Pinna ha raccolto un boom di consensi. Oltre a lui, i portuali - 883 votanti su poco più di mille aventi diritto - hanno scelto Francesca Ceotto (455 voti), Lorenzo Mangini (449, al suo primo ingresso) e Luca Noceti (423) come consiglieri della cooperativa che al vertice della Culmv stanno affiancando il console Antonio Benvenuti e i vice consoli Silvano Ciuffardi e Luca Ledda. Quello attuale, per la storia della Culmv, è un momento particolarmente delicato. Il 2019, infatti, è iniziato con uno stato di agitazione proclamato dai sindacati a causa di problemi contabili che da inizio anno hanno già messo più di una volta in discussione il pagamento degli stipendi. La Culmv ha ormai da tempo difficoltà economiche e non ha ancora attuato il piano di risparmio ed efficientamento varato da Palazzo San Giorgio - anche per le difficoltà nate in porto dopo il crollo del Morandi - che ha come obiettivo quello di ridurre i costi della Compagnia Unica che ad oggi non consentono alla cooperativa di chiudere il bilancio almeno in pareggio. I camalli sono spesso alle prese con problemi contabili pure a causa di ritardi da parte di alcuni terminalisti nel pagamento delle giornate lavorate, cui si aggiungerebbe un braccio di ferro tutto commerciale tra i camalli e alcuni terminal su delle partite in sospeso legate a delle trattenute sui corrispettivi delle giornate lavorate, così come una serie di arretrati che la Culmv a sua volta dovrebbe corrispondere all’agenzia di fornitura di lavoro interinale Intempo. A gennaio di quest’anno, da parte dell’Authority di Genova-Savona, è arrivato il via libera a cinque anni di proroga per la Compagnia Unica ad operare in porto sino al 2024.

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