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Nave delle armi, Toti contro la Cgil: «Basta autolesionismo»

Genova - Il presidente delle Regione: «Non è assurdo che qualcuno voglia che dai nostri porti non si imbarchino questi prodotti, mentre in Liguria molte migliaia di persone lavorano per l’industria della Difesa?».

Genova - «Ancora presidii e scioperi contro l’approdo di una nave che deve caricare a Genova generatori diretti in Arabia Saudita e, forse, destinati all’esercito. Ma i sindacati non dovrebbero tutelare i lavoratori italiani, quelli del porto (che deve competere con gli altri scali europei per non perdere traffico e occupazione) e quelli delle molte fabbriche presenti nella nostra Regione?». Così il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti stamani via Facebook attacca l’annunciata protesta della Filt Cgil contro l’approdo nel porto di Genova del cargo Bahri Jazan per caricare i generatori elettrici lasciati a terra il 20 maggio scorso dalla ‘gemellà Bahri Yambu dopo la protesta di portuali e pacifisti. «Non è assurdo che qualcuno voglia che dai nostri porti non si imbarchino questi prodotti, mentre in Liguria (e per fortuna) molte migliaia di persone lavorano per Fincantieri che fa navi militari e sommergibili, per Leonardo che fa radar e missili, per Oto Melara che fa cannoni navali e mezzi blindati, per Piaggio che tutti speriamo sviluppi presto droni militari? - commenta Toti - Tutto ciò, sul nostro territorio, dà lavoro a tante persone e così facendo, prima o poi, ci sarà chi deciderà di rivolgersi altrove, molti rischieranno il lavoro e il nostro porto sarà meno competitivo. Basta autolesionismo, basta strumentalizzazioni politiche e soprattutto basta ipocrisia»

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