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Il governo indiano lancia la campagna di reclutamento marittimi

In India il governo sta considerando la possibilità di offrire un “training speciale” ai pescatori e, più in generale, a tutte le persone che vivono nelle zone costiere, per far sì che si avvicinino maggiormente ai lavori marittimi.

In India il governo sta considerando la possibilità di offrire un “training speciale” ai pescatori e, più in generale, a tutte le persone che vivono nelle zone costiere, per far sì che si avvicinino maggiormente ai lavori marittimi. A diffondere la notizia è stato, nelle scorse settimane, il ministro Mansukh Lal Mandaviya. Da sempre i pescatori e le persone che vivono sulla costa indiana – lunga circa 7.300 chilometri – sono legate al mare per la propria sopravvivenza, tuttavia, secondo quanto afferma il ministero dello shipping indiano, la percentuale di marittimi a livello globale è bassa.

«Secondo le nostre stime, fornire a queste persone una formazione mirata potrebbe costituire un enorme potenziale – ha affermato Mansukh Lal Mandaviya nel suo primo incontro con i media dopo aver assunto la carica ministeriale – Dopo un training iniziale della durata di 10-15 giorni, i partecipanti potrebbero ricevere la certificazione del Dg Shipping, un riconoscimento ufficiale utile per facilitare il loro inserimento nel mondo dello shipping, con la possibilità di svolgere ulteriori training mirati in differenti ambiti di specializzazione».

Quando il ministro parla di “enorme potenziale” di riferisce al fatto che, a livello globale, si stima che siano necessari circa 5 milioni di marittimi. Secondo quanto sostiene il ministro, sforzi congiunti avrebbero prodotto qualche risultato, portando il numero degli “uomini di mare” indiani a raggiungere le 200mila unità, in decisa crescita rispetto alle 92mila di qualche anno fa. Ma queste cifre non sono ancora soddisfacenti se si pensa che un piccolo paese come le Filippine può annoverare circa 800mila marittimi. Nell’opinione del ministro, per fare il salto di qualità è giusto puntare su più settori incrementando anche la presenza di personale indiano in alcuni segmenti strategici, quali ad esempio quello della rottamazione e del riciclaggio dei materiali navali. «La cantieristica e la rottamazione navale rappresentano due settori di riferimento da tenere ben presenti – spiega il ministro – Rafforzarsi nel settore è molto importante, l’India ha tutte le carte in regola per diventare un “global hub” in questa direzione». In tal senso il ministro assicura che il processo verrà seguito osservando tutte le norme di sicurezza in materia, compresa la convenzione internazionale di Hong Kong che, tra le altre cose, richiede la realizzazione e l’aggiornamento di un inventario dei materiali pericolosi per tutte la navi con stazza lorda maggiore di 500 tonnellate.

Un’altra priorità dichiarata da Mansukh Lal Mandaviya, oltre al potenziamento del settore crocieristico, è la promozione del trasporto domestico su acqua, una modalità che contribuisce a ridurre la congestione del traffico su strada e su ferrovia. Il numero dei marittimi indiani impiegati su navi nazionali e straniere è aumentato del 35% nel 2018 in seguito ad una serie di misure intraprese dal governo. La quota, secondo i dati governativi, sarebbe passata da 154mila a 208mila. Parallelamente anche il numero degli studenti impegnati in un “on-board training” è passato da 14.307 nel 2017 a 19.545 nel 2018, registrando una crescita del 37%. Il governo commenta questi dati dichiarando che la crescita è stata possibile grazie a una serie di provvedimenti realizzati negli ultimi quattro anni che hanno portato all’aumento del livello degli standard dei training marittimi, accrescendo le opportunità disponibili e migliorando il sistema di controllo e di certificazione.

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