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Novella-AutogasNord, si consolida l’alleanza sul fronte del gas naturale liquefatto

Genova - Quattro anni di riunioni non sono ancora serviti a dare il via libera a un progetto che il porto di Genova attende da tempo, e che le nuove regole internazionali sulla navigazione renderanno presto necessario.

Genova - Quattro anni di riunioni non sono ancora serviti a dare il via libera a un progetto che il porto di Genova attende da tempo, e che le nuove regole internazionali sulla navigazione renderanno presto necessario. Dal primo gennaio 2020, su decisione dell’Organizzazione marittima internazionale, il limite al tasso di zolfo nelle emissioni delle navi dovrà scendere dal 3,5 allo 0,5%, sette volte di meno. Dal 2014 l’azienda genovese Ottavio Novella Spa ha fiutato l’affare e, in società con un’altra azienda, AutogasNord Spa, ha progettato un deposito di Gas naturale liquefatto o Gnl (Lng in inglese), un combustibile alternativo che rientra nei nuovi limiti. Da quattro anni le due aziende ne discutono con l’Autorità portuale, che però non decide.

«L’uso del Gnl è destinato a crescere, ma l’Italia non è pronta, non ha le infrastrutture, e questo limita le potenzialità del mercato. Vorrei che uscissimo da questa spirale niente offerta-niente domanda». Come responsabile commerciale dell’azienda di famiglia, Valeria Novella ha seguito il progetto dall’inizio. Dichiara di avere al momento, con l’Autorità portuale, individuato più di un’area adatta a ospitare il deposito ma preferisce rimanere sul vago, anche per evitare allarmi. Il progetto è per un deposito di piccola taglia, da 10 mila metri cubi di capacità, con possibilità però di raddoppio a 20 mila metri cubi; sarà rifornito, all’incirca una volta al mese, via mare, da navi gasiere provenienti dai rigassificatori di Marsiglia, Barcellona o Zeebrugge, e a sua volta rifornirà le navi tramite bettolina e i camion via terra. «Vogliamo fare sia bunkeraggio marino che rifornimento di camion, settore dove il Gnl è in forte crescita». In Italia i distributori di Gnl per camion, censiti da Federmetano, sono 47, mentre nel 2014 ce n’era solo uno; i camion a Gnl in circolazione sono invece poco meno di 2 mila e crescono allo stesso ritmo.

Le due aziende, Novella e AutogasNord, sono pronte a far fronte all’investimento che sarà ingente: «Circa 50 milioni per costruire l’impianto e altrettanti per costruire la nuova bettolina gasiera», dice Novella. Nell’alleanza è entrato anche il Gruppo Cosulich e anche l’Eni sembra interessata a dare un contributo. «Non ci vuole molto a prevedere che il Gnl crescerà in fretta anche nel settore navale, perché al momento è di gran lunga la soluzione che risponde meglio alle nuove regole internazionali», dice Novella. Il Gnl è, in sintesi, metano che raffreddato e conservato a meno 162 gradi si liquefà e riduce il proprio volume di 600 volte. In questo stato può essere stoccato in serbatoi, immesso nelle navi metaniere e trasportato per lunghe distanze fino ai mercati di consumo, dove viene rigassificato e distribuito; oppure può essere mantenuto allo stato liquido e usato come combustibile per i motori delle navi dove solo al momento di venir bruciato tornerà allo stato gassoso. Costa Crociere è prossima al varo, a ottobre, della sua prima nave alimentata a Gnl, e ha firmato un accordo con la Shell, che controlla diversi impianti nei Caraibi, nel Mar Arabico, nel Mediterraneo (Egitto). «Quando queste e altre future navi faranno scalo a Genova o Savona, non si riforniranno di Gnl, e noi ci saremo preclusi un mercato. Dobbiamo svegliarci». Una storia lunga 75 anni Bisogna riportare l’orologio indietro di 75 anni, al 20 ottobre 1944, quando a Cleveland, Ohio, un deposito di gas naturale liquefatto esplose e uccise 130 persone.
Da allora, stando alle cronache, nessun altro incidente degno di nota. Gli esperti assicurano che il Gnl ha poco da spartire con il suo simile Gpl: essendo liquefatto, e non compresso, non esplode. Se esposto all’atmosfera, però, evapora all’istante e a contatto con altri gas può, come accadde a Clevaland, provocare disastri. Per evitarli, basta conservarlo nel modo giusto, in serbatoi criogenici e a perfetta tenuta stagna. A Genova gli enti locali, l’Università e i vigili del fuoco stanno per varare un piano di evangelizzazione. «In autunno cominceremo a presentare al pubblico, in modo laico, senza nessun legame con l’industria, i vantaggi del Gnl», spiega il funzionario regionale Jacopo Riccardi, addetto a porto e logistica. L’iniziativa ha lo scopo di diffondere nella regione l’uso di un combustibile che, rispetto al gasolio, ridurrebbe del 95% le polveri sottili.

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