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Authority sotto pressione, Assoporti vuole scegliere il presidente per concorso

Genova - Ancora tensione nei porti italiani. Rossi: «Siamo coesi». Il siluro di Monti: «Ormai è un soggetto fantasma».

Genova - Il clima è teso, i presidenti delle Authority, confidava ieri uno di loro, si sentono «sotto assedio»: da un lato le Capitanerie di porto, che come ha svelato il MediTelegraph, potrebbero essere sempre più coinvolte del governo dei porti italiani, dall’altro una frattura tra i presidenti che rischia di allargarsi. Ieri chi è rimasto in Assoporti ha fatto la conta: tra decimati dalle inchieste, ribelli e quelli non proprio convinti della proposta che era sul tavolo, è passato il tentativo dei vertici delle Autohority di riprendere in mano il gioco. Così l’associazione degli scali è pronta a puntare su un presidente esterno, uno cioè che non sia anche al vertice di una Autorità portuale. Il successore di Daniele Rossi (Ravenna) dovrebbe così essere scelto attraverso un concorso pubblico. Le caratteristiche richieste sono sempre le stesse: esperienza nel settore. I critici della “riforma” fanno notare che in questo momento di difficoltà soprattutto politica, potrebbe non essere la mossa giusta: «Diamo un segnale di debolezza». I porti di Venezia e Genova ieri erano assenti. Nel cambio di statuto è previsto anche un super team di vicepresidenti: quattro numeri due che si dovrebbero alternare per un periodo breve, forse un anno.

Rossi crede nella sua riforma: «È un momento importante per la ricostruzione dell’unitarietà del sistema - ha scritto ieri al termine di una giornata intensa - ed è testimonianza della volontà delle Authority di affrontare le criticità attuali in modo coeso e con spirito propositivo».

Ma l’unitarietà, cioè riportare a casa Pasqualino Monti (Palermo) e Andrea Annunziata (Catania), si allontana. Ieri il numero uno del porto del capoluogo è stato chiaro: «Assoporti è un soggetto fantasma». Non solo. Monti chiede che venga anche fatta chiarezza, soprattutto nel rapporto con la Capitaneria. E lo dice netto: «È necessario rafforzare la direzione generale dei porti al Mit», ma anche «rafforzare il ruolo dell’autorità marittima nella gestione della sicurezza nell’ambito della navigazione evitando inutili sovrapposizioni di competenza che spesso finiscono per indebolire entrambe le parti o per colpire la più debole».

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