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Deiana a Monti: «Non fare il bambino: lavora con noi per rilanciare Assoporti»

Genova - Botta e risposta tra i presidenti delle Authority italiane. Il presidente sardo replica al siciliano che ieri aveva definito l’associazione degli scali «ente inutile».

Genova - È come se fossero stati traditi. E così i presidenti che aderiscono ad Assoporti ieri quando hanno letto dell’attacco di Pasqualino Monti all’associazione («È un soggetto fantasma»), si sono arrabbiati ulteriormente. Non più e non solo per una situazione difficile (Capitanerie, inchieste e debolezze varie), ma per aver accondisceso alle richieste che il presidente di Palermo aveva fatto per poter rientrare in Assoporti e che ora però sembrano non bastare. Lo racconta Massimo Deiana, numero uno dei porti della Sardegna, che ha affidato al mediTelegraph un lungo sfogo sulle vicessitudini dei porti italiani. Il presidente esterno, scelto cioè per concorso, era uno degli elementi chiesti dai “ribelli” per rientrare, spiega Deiana, e ora non basta più.

L’INTERVENTO

«Pasqualino Monti è un giovane amico e collega brillante e capace, che dovrebbe avere una certa esperienza istituzionale. È stato a lungo presidente di AP, presidente di Assoporti nel periodo in cui è stata elaborata e varata la riforma del 2016, e attualmente è Presidente di una importante Adsp. Le sue opinioni, come quelle di tutti sono autorevoli, legittime e rispettabili, ma devono essere a loro volta rispettose del lavoro e dell’impegno di tutti. Ritiene che il ruolo di Assoporti debba essere rilanciato ? Bene, potrebbe anche avere una parte di ragione, e mi piace pensare che la sua insofferenza derivi dalla passione e dall’affetto che nutre nei confronti di un mondo a cui ha dato molto e che gli ha reso altrettanto.

Allora si rimbocchi le maniche, come stanno facendo, con maturità e da tempo, tutti i presidenti, e lavoriamo insieme per raggiungere il risultato migliore. Altrimenti nello sparare alla cieca proclami sul ruolo ectoplasmatico di Assoporti rischia di assomigliare a quel bimbo che quando decide di non voler giocare più con gli altri si limita a bucare il pallone...È quasi un anno che ci siamo impegnati nel lavoro di recupero e ricucitura dei rapporti con le Adsp siciliane che hanno manifestato disagio sulla governance e il ruolo di Assoporti. Abbiamo avuto diversi incontri e abbiamo tutti convenuto sul valore di lavorare insieme per rafforzare il ruolo di quello che tutti riteniamo un importantissimo e irrinunciabile protagonista del cluster marittimo italiano. Abbiamo da ultimo finalizzato questo lavoro, accogliendo gli spunti proposti da molti Presidenti, compreso Monti, predisponendo un nuovo statuto condiviso, in grado di mediare tra le visioni di tutti e soddisfare tutti. Trovo quindi ingeneroso, per non dire irrispettoso del serio impegno comune, questo atteggiamento disfattista, perché continuo a credere che tra soggetti intelligenti e responsabili si possano e debbano trovare punti di caduta condivisi, nell’interesse comune».

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