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Cagliari in crisi, domani nuovo presidio dei portuali

Genova - Non c’è nessuna risposta alla proposta della cassa integrazione come alternativa alla procedura di licenziamento che scade ai primi di settembre.

Genova - La lotta per non perdere il posto di lavoro al porto canale di Cagliari continua. Domani i dipendenti della Cict (principale terminalista del settore container) e tutti gli addetti dello scalo a rischio licenziamento saranno al varco dogana dello scalo del capoluogo per un sit-in di sei ore e mezzo, dalle 7.30 alle 14. Proveranno a lanciare l’ennesimo Sos. Anche perché non c’è nessuna risposta alla proposta della cassa integrazione come alternativa alla procedura di licenziamento, che scade ai primi di settembre. E neppure all’ipotesi di prorogale di 30 giorni la chiusura dell’iter che manderebbe a casa 210 lavoratori. Qualche segnale arriva dalla Regione. «Anche oggi - dicono gli assessori regionali del Lavoro, Alessandra Zedda, e dei Trasporti, Giorgio Todde - abbiamo chiesto un incontro ai ministeri competenti dello Sviluppo economico e delle Infrastrutture, ed entro questa settimana attendiamo una risposta dall’azienda Cict, che verrà trasmessa al Mise, rendendoci immediatamente disponibili a stilare un preaccordo in assessorato del Lavoro, prima di andare a Roma per sottoscrivere la chiusura con l’atto definitivo». L’esecutivo garantisce il suo appoggio. «È una crisi che la nuova Giunta regionale, non avendo alcuna responsabilità sulla passata gestione della vertenza, ha trovato al momento del suo insediamento e ha seguito con attenzione da subito, soprattutto per rilanciare il porto e tutelare i lavoratori - sottolineano Zedda e Todde - Abbiamo garantito il nostro sostegno anche con azioni di politica attiva di supporto, in previsione della cassa integrazione, assoluta e primaria competenza del ministero del Lavoro, che può autorizzarla e concederla, mentre la Regione interviene solo nelle procedure di accordo»

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