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Taranto, Prete: «Cosco-Yilport? Operazione che apre opportunità»

Genova - il presidente dello scalo: «Yilport detiene già il 24% della compagnia francese Cma Cgm, terzo vettore mondiale, e ora si allea con Cosco che dovrebbe essere al quarto posto della classifica degli operatori. È un’ulteriore alleanza che rafforza Yilport».

Genova - «L’accordo tra i turchi di Yilport e i cinesi di Cosco apre interessanti prospettive per il porto di Taranto». Lo dichiara Sergio Prete, presidente dell’Autorità di sistema portuale del Mar Ionio (con base il porto di Taranto), a proposito dell’accordo di collaborazione raggiunto dai due gruppi e annunciato dallo stesso presidente di Yilport, Robert Yildrim. Yilport dallo scorso fine luglio è concessionario del molo polisettoriale del porto di Taranto dove dal 2001 e sino a fine 2014 ha operato la compagnia Evergreen attraverso la società partecipata Tct, Taranto Container Terminal. Per l’insediamento a Taranto, dove tra l’altro riporterà il traffico container, Yilport ha costituito una società ad hoc per la gestione del terminal esistente che è rimasto inattivo per alcuni anni dopo l’uscita di Evergreen.

«Non conosco i contenuti dell’accordo tra Yilport e Cosco, nè ho avuto modo di parlare con Yildrim, ma voglio evidenziare due dati - sottolinea Prete -: Yilport detiene già il 24 per cento della compagnia francese Cma Cgm, terzo vettore mondiale, e ora si allea con Cosco che dovrebbe essere al quarto posto della classifica degli operatori. È un’ulteriore alleanza che rafforza Yilport». Yildrim in proposito ha parlato di «futura cooperazione con Cosco Shipping a livello globale» e che i due gruppi hanno deciso «di lavorare insieme per costruire il futuro». «Cosco è un vettore marittimo che da qualche tempo si è affacciato anche come terminalista - aggiunge Prete -. Da vedere adesso che tipo di attività vorranno sviluppare insieme Yilport e Cosco e se per caso vorranno gestire insieme delle infrastrutture portuali. Le prospettive sono interessanti. Cosco non è in nessun terminal in Italia, nè ha mai sbarcato container a Taranto quando c’era Evergreen. Gestisce però anche il traffico delle rinfuse e le sue navi hanno fatto tappa a Taranto per scaricare le materie prime necessarie alla produzione dell’Ilva».

Prete conferma che a giorni avverrà la consegna formale della banchina e delle relative aree a Yilport, operazione che non è stata effettuata sinora benchè la concessione sia stata firmata e rilasciata, perchè mancavano da parte del gruppo turco alcuni documenti che nel frattempo sono arrivati all’Authority del Mar Ionio. Il molo su cui si insedierà Yilport è stato in questi ultimi anni completamente ammodernato con una spesa di circa 70 milioni mentre sono da sottoporre a lavori di ripristino le gru a ciglio di banchina che caricano e scaricano i container. Commentando il suo arrivo nel porto Taranto, per il quale aveva manifestato interesse circa un anno fa, Yildrim ha detto: «Mi auguro che con questa concessione possa trarre beneficio tutta l’Italia. Noi siamo presenti a Malta e gestiamo sette porti tra Spagna e Portogallo. Poter entrare in Italia e lavorare qui a Taranto è come colmare l’anello mancante di un puzzle che stiamo costruendo a livello globale. Le infrastrutture ci sono - ha rilevato il numero 1 di Yilport - ma non c’era nessuno che se ne prendesse cura. C’è l’intenzione di creare una storia di successo anche a Taranto».

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