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Spirito: «In Campania le navi da 12.000 teu» / INTERVISTA

Napoli - Il sistema portuale della Campania, in attesa della costruzione della Darsena di Levante, si attrezza grazie ai dragaggi a ricevere le navi da 12.000 teu.

Napoli - Il sistema portuale della Campania, in attesa della costruzione della Darsena di Levante, si attrezza grazie ai dragaggi a ricevere le navi da 12.000 teu. «Contrariamente a quanto si sostiene - afferma il presidente dell’Autorità di sistema portuale del mar Tirreno centrale, Pietro Spirito - il gigantismo navale non è finito. Da noi non arriveranno le 23.000 teu, ma ci stiamo preparando a accogliere le 12.000».

Come sta andando il 2019 dal punto di vista dei traffici?
«Guardando i dati dei primi otto mesi, per il settore passeggeri Napoli e Salerno complessivamente registrano un aumento di passeggeri dei traghetti del 3,8 per cento e ancora di più per quanto riguarda le crociere, del 28,2 per cento. Per i container registriamo un +8,7 per cento rispetto ai primi otto mesi del 2018, con un risultato fortemente positivo per Napoli e un lieve calo a Salerno. Gli indicatori complessivi di traffico per il 2019 sono su valori certamente positivi».

Su quali investimenti siete concentrati in questo momento?
«A metà ottobre apriremo il cantiere per la stazione marittima al molo Beverello di Napoli, che si chiuderà fra un anno e mezzo. Ma già dai primi mesi del 2020 avremo la biglietteria provvisoria. Un’altra opera che stiamo portando avanti è la ristrutturazione dell’Immacolatella vecchia, una costruzione del 1734 dell’architetto Vaccaro. Stiamo ancora riflettendo sul suo utilizzo. Potrebbe ospitare il port center oppure un’Academy per la formazione al lavoro in porto. Per quanto riguarda ancora Napoli, stiamo lavorando ai collegamenti stradali verso Levante, in funzione della futura darsena, e alla rete fognaria».

E per quanto riguarda Salerno?
«Abbiamo appena aggiudicato la gara per i dragaggi. E abbiamo già anche l’inevitabile ricorso. Dobbiamo effettuare questi lavori nelle finestre temporali che ci ha assegnato il ministero dell’Ambiente, da metà novembre 2019 a metà marzo 2020 e da metà novembre 2020 a metà marzo 2021. Un’altra opera importante per Salerno è il cantiere della Porta Ovest per il collegamento fra il porto e l’autostrada. E poi procediamo con l’allungamento del molo di sopraflutto che aumenterà la ricezione delle navi. Adeguiamo il porto alla nuova struttura del naviglio, che va ancora verso il gigantismo. Il fondale verrà portato a 14,5 metri per navi portacontainer fino a 12.000 teu, come a Napoli».

Una criticità dei porti campani riguarda l’operatività di interporti e retroporti. In che modo si può intervenire?
«Occorre lavorare con operatori e interporti. Serve uno sforzo congiunto perché gli interporti rientrino nella geografia degli operatori. Il rischio è che ci sia una retroportualità diffusa e quindi meno efficiente».

Si possono migliorare i collegamenti?
«Salerno non ha binari, Napoli li ha corti e è richiesta la manovra. Bisogna che sul breve periodo si attivi un incentivo regionale per l’intermodalità. Sul lungo periodo serve l’allungamento dei binari a 750 metri a Napoli, come previsto dall’accordo con Rfi».

E’ vero che la cura del ferro in Italia si è interrotta?
«Noi continuiamo il dialogo con Rfi. Il progetto di nuovo raccordo dei binari va di pari passo con quello del terminal Darsena di Levante. Il collegamento esistente è a metà dello scalo ed è poco funzionale. Per il raccordo abbiamo il programma di massima, si deve passare alla progettazione esecutiva».

A che punto è la realizzazione della Darsena di Levante?
«Abbiamo completato il riempimento con i materiali del dragaggio. Mancano il consolidamento e la bonifica e ci vorrà un po’ di tempo. I finanziamenti ci sono e nei prossimi mesi partiremo con questa seconda fase. Successivamente consegneremo il terminal all’operatore che lo gestirà. Ci vorranno altri 4 anni di lavori per dare la disponibilità».

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