SERVICES

Porti “privatizzati”, De Micheli cambia strategia / IL RETROSCENA

Genova - La ministra dei trasporti pronta a difendere la natura pubblica delle Authority. I presidenti sono convocati lunedì al tavolo, ma sono divisi. Il ruolo di Assoporti nella partita a scacchi con l’Europa.

La ribellione di buona parte del cluster ha fatto breccia nel cuore del ministero dei Trasporti. In fondo in molti si sono esposti ritenendo che la posizione che gli uffici guidati da Paola De Micheli, fosse di estrema debolezza nei confronti dell’Europa. Così in vista dell’apertura della procedura di infrazione di Bruxelles sul tema delle tasse ai porti, la strategia ora è cambiata. La doppia contabilità ha scatenato una rivoluzione anche per le implicazioni che porta con sé e il passo del Mit adesso è coinvolgere anche i colleghi del Mef per arrivare ad una soluzione che accontenti la Commissione e non snaturi le Authority portuali. E’ quello che raccontano diverse fonti sindacali che nelle scorse ore hanno partecipato ad un vertice al ministero. E’ un cambiamento netto che presuppone la difesa della natura pubblica delle Autorità portuali. Un assunto che cambia anche il clima in vista di lunedì, quando a Roma inizierà il tavolo di coordinamento dei porti. I presidenti degli scali italiani sono divisi: è noto che ci sia un gruppo che tifa per cambiare le Authority e trasformarle in Società per azioni. Paolo Signorini, il nome più pesante al tavolo di lunedì, è il leader del gruppo dei “privatisti”. Anche Pietro Spirito, che governa Napoli e Salerno, è favorevole ad una trasformazione degli enti. Così come Corsini (Livorno) e Di Majo (Civitavecchia). E poi ci sono i contrari: il resto del fronte dei presidenti sostiene invece la natura pubblica delle Authority e dovrebbe così convenire con la linea del ministro che in queste ore sta prendendo corpo. Daniele Rossi invece non si è ancora esposto, non ha scelto tra le due posizioni. Il presidente di Assoporti, al momento senza Authority dopo la sospensione a Ravenna, ha però poco tempo per decidere da che parte stare. I favorevoli alla “Porto Spa” sperano di accelerare le procedure per rendere più snello il sistema del governo dei porti, magari pensando così di superare anche le difficoltà incontrate in questi anni di gestione. “Ma si illudono” aveva detto il professor Francesco Munari nell’intervista al Secolo XIX/TheMediTelegraph, ribadendo come anche con questa legge c’è chi le opere le porta avanti. Che è un po’ come dire che il cuore del problema è chi esercita la governance, non la legge.

Hai poco tempo?

Ricevi le notizie più importanti della settimana

Iscriviti ››