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Marebonus e Ferrobonus, De Micheli: «Le risorse ci sono»

Genova - Il Mit ha preparato due emendamenti «che porteremo all’attenzione del governo con risorse che abbiamo trovato».

Genova - Le risorse ci sono. Il Marebonus e il Ferrobonus, ossia gli incentivi all’intermodalità dei trasporti gomma-mare e ferroviari, potrebbero trovare nella manovra il veicolo per essere rinnovati nel prossimo biennio. L’annuncio arriva dalla ministra delle Infrastrutture e Trasporti, Paola De Micheli, che sceglie di dare la notizia alla platea che più l’aspettava, quella dell’assemblea generale di Alis , l’associazione che riunisce le aziende di logistica. Il Mit ha preparato due emendamenti «che porteremo all’attenzione del governo con risorse che abbiamo trovato», chiarisce De Micheli augurandosi di dare «una risposta idonea alle richieste delle imprese». Questo significa andare incontro soprattutto alle richieste delle imprese della logistica e dei trasporti. È stato infatti il presidente di Alis, Guido Grimaldi, a chiedere al governo «di confermare anche per gli anni a venire l’erogazione delle misure incentivanti», nonché di adottarne di simili per il rinnovo del parco veicolare. Per queste imprese, i due bonus rappresentano strumenti importanti ma soprattutto «virtuosi per la conversione modale dalla gomma al ferro e dalla gomma al mare». In generale, ha fatto notare Grimaldi durante l’assemblea, «riteniamo necessario rimodulare il sistema di incentivi e tassazione favorendo chi investe nel green». Proprio per la sostenibilità, negli ultimi 3 anni le imprese aderenti ad Alis hanno investito oltre 5 miliardi di euro per nuove navi, camion, treni, magazzini di ultima generazione e infrastrutture più moderne. Inoltre, «stiamo portando avanti numerose iniziative mirate all’abbattimento delle emissioni di Co2, il particolato e l’anidride solforosa - ha detto Guido Grimaldi - arrivando a un quinto in meno rispetto ai limiti imposti dalla regolamentazione Imo 2020». Nell’ultimo anno, Alis «ha prodotto un risparmio complessivo per le imprese che trasportano in tutta Italia e verso l’estero di circa 1 miliardo di euro all’anno, spostando 40 milioni di tonnellate di mezzi pesanti dalla strada al mare e 30 milioni di tonnellate di mezzi pesanti dalla strada al ferro, determinando una riduzione dei costi complessivi per l’ambiente di circa 1,7 milioni di euro a chilometro», ha spiegato Grimaldi. In tre anni, poi, gli investimenti delle imprese associate hanno creato occupazione «per oltre 10.000 persone», ha concluso Grimaldi augurandosi che il governo possa varare interventi in grado di agevolare le assunzioni stabili.

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