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Fondi e convenzione Tirrenia: timori dei sindacati su Onorato

Roma - Si è svolto oggi pomeriggio, l’incontro programmato tra i sindacati confederali Filt-Cgil, Fit- Cisl, Uiltrasporti e i rappresentanti del gruppo Onorato

Roma - Si è svolto oggi pomeriggio, l’incontro programmato tra i sindacati confederali Filt-Cgil, Fit- Cisl, Uiltrasporti e i rappresentanti del gruppo Onorato armatori per valutare la situazione alla luce delle recenti notizie riguardanti il gruppo stesso.

«Ci è stata rappresentata una situazione di criticità finanziaria della capogruppo Moby - dicono i rappresentanti sindacali - per la quale è in atto l’azione amministrativa difensiva in opposizione al sistema creditizio e agli altri soggetti in causa nel tentativo di risolvere la vertenza. Abbiamo dimostrato le nostre preoccupazioni sia per la situazione generale e in particolare per i riflessi sull’occupazione che tale condizione potrebbe ingenerare pur non avendo ad oggi comunicazioni ufficiali di apertura di procedure di esuberi. I vari riflessi di questa complicata vicenda rischiano di minare pesantemente il percorso che l’azienda ha avviato da molti anni e pertanto in questo contesto, abbiamo altresì auspicato una rapida soluzione positiva al pari della determinazione con la quale ci è stata rappresentata l’intenzione».

LA QUESTIONE DELLA CONTINUITÀ TERRITORIALE

«L’incontro con la Onorato Armatori - spiega Maurizio Colombai, del dipartimento Marittimo portuale della Filt Cgil - era stato richiesto da lungo tempo. La società infatti non è solamente Moby e Tirrenia, ma è anche un importante terminalista, controlla i trasporti regionali marittimi in convenzione e non, opera il servizio di rimorchio in diversi scali. Proprio per questo abbiamo chiesto un confronto e abbiamo chiesto un aggiornamento tra qualche settimana, per comprendere quale piega prenderanno le questioni che in questo momento interessano il gruppo: la multa dell’Antitrust, la quota di Tirrenia non saldata, la vertenza con i fondi che hanno sottoscritto il bond della compagnia».

«In aggiunta a tutto - continua Colombai - c’è la questione legata alla scadenza della convenzione Tirrenia, il 19 luglio 2020. Abbiamo sollecitato più volte il direttore generale del ministero dei Trasporti, Mauro Coletta, sul tema della continuità territoriale. Come sindacati pensiamo che poco più di sei mesi per organizzare una gara e arrivare all’aggiudicazione senza tenere conto del rischio di possibili ricorsi, sia veramente poco tempo. Soprattutto, non vorremmo trovarci ad aprire una vertenza con il ministero se nella convenzione non dovesse essere prevista la clausola di salvaguardia per i lavoratori» che oggi garantiscono proprio il servizio di continuità territoriale.

«Una trascuratezza temporale - dicono i sindacati - che riteniamo incomprensibile considerato il rischio annesso che potrebbe determinarsi sul piano occupazionale e che potrebbe persino appesantire una situazione già complessa. Le parti hanno convenuto di riconvocarsi nel più breve tempo possibile per dar modo anche alle organizzazioni sindacali di monitorare attentamente gli sviluppi della delicatissima vicenda».

In pratica, dicono i sindacati, se la nuova convenzione (con annessi contributi statali) non dovesse andare più alla Tirrenia, ma a un’altra compagnia, dovrebbero comunque essere salvaguardate quelle persone che oggi, nell’organico di Tirrenia, garantiscono la continuità territoriale: una questione piuttosto spinosa, anche alla luce delle numerose richieste arrivate al Mit per una modifica della convenzione stessa. In quest’ottica, il 19 luglio sembra davvero dietro l’angolo.

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